La guerra per la Camera di Commercio continua a suon di comunicati stampa… per ora!

Il palazzo della Borsa di Catania

Il palazzo della Borsa di Catania

La guerra per la Camera di Commercio di Catania non sembra arrestarsi. Dopo le dimissioni dei 12 consiglieri che appartengono alle sigle di Fedarcom, Confcommercio, Confersercenti, Coldiretti e Cidec, di cui abbiamo parlato nell’articolo pubblicato il 14 aprile

http://www.leggimionline.it/2014/04/14/camera-di-commercio-salta-laccordo-12-consiglieri-hanno-gia-protocollato-le-dimissioni/

e le conferenze stampa della mattina successiva in cui le due parti capitanate da Confcommercio e Confindustria di cui avevamo parlato l’indomani in questo link

http://www.leggimionline.it/2014/04/16/guerra-per-la-camera-di-commercio-tra-esposti-poltrone-e-voti-di-scambio/

lo scontro procede – per ora – a ritmo di comunicati stampa. Forse nell’attesa che altro si concretizzi in attesa che la Regione, per mano del presidente Crocetta o dell’assessore Vancheri, prenda posizione in merito a un possibile commissariamento o invece nelle nomine di sostituzione dei 12 dimissionari. Una cosa sembra certa: l’aeroporto e il 36 per cento detenuto dalla Camera di Commercio di Catania ha una valenza specifica.

Qui di seguito il comunicato arrivato da Confindustria pochi minuti fa che risponde a quello inviato da Confcommercio Catania il 22 aprile e che potrete leggere subito dopo

Domenico Bonaccorsi di Reburdone presidente di Confindustria Catania

Domenico Bonaccorsi di Reburdone presidente di Confindustria Catania

RINNOVO ORGANI CAMERA DI COMMERCIO, DICHIARAZIONI DI CONFINDUSTRIA CATANIA  

Ci eravamo ripromessi di non rispondere al diluvio di comunicati partorito da Confcommercio proprio per non alimentare una stucchevole polemica. Di fronte però all’ennesimo fuorviante comunicato diramato da Confcommercio in merito al rinnovo degli organi della Camera di commercio ci vediamo costretti, nostro malgrado,  a interrompere una linea comportamentale che ci ha visto fino ad ora astenerci dal coinvolgere gli organi di informazione in vicende che la Magistratura  ha definitivamente chiarito in modo evidentemente non gradito alla stessa Confcommercio.
Vero è che Confindustria mai ha cercato lo scontro e sempre ha perseguito l’obiettivo della maggiore condivisione possibile sul governo della CdC a partire dalla sottoscrizione nel dicembre scorso di un programma condiviso, e da tutti sottoscritto, Confcommercio compresa, in cui si fissava l’agenda della imminente futura governance della Camera di commercio.

Nonostante la condivisione di tutti a tale documento,  non vi sono state, fino al giorno della prima riunione del consiglio camerale (19 marzo scorso),  incontri tendenti  a “concordare“ assetti di governo della camera stessa.

La verità è che  ben difficilmente tali accordi si sarebbero potuti raggiungere,  poiché il lucido disegno di far saltare il tavolo con il “giochetto delle dimissioni” era stato da oltre 18 mesi annunciato e minacciato nell’intento, secondo Confcommercio, di ottenere l’azzeramento della partita.
Solo a consiglio insediato,  ci sono state formulate proposte gravate da problemi di praticabilità – secondo Confcommercio “argomentazioni tecniche facilmente superabili” -,  che consistevano nella rinuncia al seggo dell’Industria in Giunta,  opzione che,  verificata presso il Mise,  è risultata impraticabile perché “contra legem”,  e nell’allargamento immediato della giunta da 4 a 6 componenti per far spazio a Confesercenti e Coldiretti, proposta questa da noi condivisa, ma percorribile solo attraverso un processo di modifica dello Statuto della CdC e di asseverazione da parte della Regione siciliana.

La questione di fondo è che il dialogo con chi definisce “cavilli burocratici” le violazioni di legge che hanno portato a tre sentenze del Tar e tre del Consiglio di Giustizia  Amministrativa,  è assai difficile per chi,  come noi, ha fatto del rispetto delle regole la propria ragion d’essere. Gli ultimi attacchi ai sindacati dei lavoratori “rei” di aver condiviso un programma alla cui formulazione – ribadiamo – ha contribuito la stessa Confcommercio, che fra l’altro prevede che la Camera di commercio  di Catania sia protagonista assieme al comune di Catania del piano di area vasta delle tre province della Sicilia orientale, la dice lunga su quali siano i reali obiettivi di Confcommercio. 

Il fatto,  infine,  che ogni vicenda dell’Ente camerale venga vista come funzionale a interessi sulle società che gestiscono lo scalo aeroportuale  di Catania è la prova provata che le organizzazioni che hanno avuto il  timone della Camera di commercio negli ultimi 15 anni, non si sono  mai preoccupate “delle materie che interessano le imprese della circoscrizione”, ma di ben altro e che di questo ben altro intendono continuare indisturbate ad occuparsi.

Questo è il comunicato inviato da Confcommercio il 22 aprile 2014

Riccardo Galimberti presidente di Confcommercio Catania

Riccardo Galimberti presidente di Confcommercio Catania

Come Confcommercio Catania non possiamo che ritenerci sorpresi per gli ormai ripetuti inviti che giungono dalle Organizzazioni dei Lavoratori affinchè nel rinnovo camerale vinca il senso di responsabilità.

Siamo stupiti perché, dopo due anni e mezzo di silenzio che hanno visto prima (Governo Lombardo) un vero e proprio turbinio di ispezioni alla Camera di Commercio di Catania, con il fin troppo evidente scopo di trovare un cavillo per giustificare un intervento, dopo un incredibile atto di commissariamento per scadenza termini, a termini non scaduti (come evidenziato dal Tar Catania), dopo, infine, una procedura di rinnovo che si è protratta per tempi che trovano un precedente soltanto nella Camera di Commercio di Enna. Dopo tutto ciò, improvvisamente, sembra che per i Sindacati dei Lavoratori qualche mese di ulteriore rinvio, utile a determinare, in seno alla Camera, rappresentanze equilibrate rispetto alla realtà e non frutto di interpretazioni burocratiche, sia insostenibile.

Ci sorprende anche che tutto questo avvenga, prima firmando un documento di parte e poi con appelli generici, senza avere mai avuto modo di confrontarsi con la nostra parte.

È del tutto evidente che dietro lo scontro per la Camera di Commercio c’è il tentativo di imporre una linea sull’Aeroporto di Catania che non abbiamo condiviso e che non condividiamo, sul tema gradiremmo sapere qual è la posizione dei Sindacati, a partire dall’odierno bando per la vendita della KATANE S.r.l. che giunge a quasi tre anni dalla delibera assembleare che lo prevedeva, dopo una serie di bilanci che è moderato definire drammatici ed in una situazione di diritto che ci lascia perplessi e di cui avremmo modo di parlare quanto prima.

La Confcommercio, così come tutte le altre Organizzazioni che si sono mosse all’unisono, CONFESERCENTI, CIDEC, FEDARCOM, COLDIRETTI, CIA, CONFAGRICOLTURA sono sempre state aperte al confronto, se lo stesso non ha portato a risultati costruttivi, questo non certo da addebitare alla nostra Componente.

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