Distrutta l’Araucaria. Dopo il Nodo Gioeni l’amministrazione Bianco procede con il secondo abbattimento storico

Nella foto il tratto della Circonvallazione nel "dopo araucaria"

Nella foto il tratto della Circonvallazione nel “dopo araucaria”

Alla faccia del sondaggio e della volontà dei cittadini. L’amministrazione comunale di Catania, guidata dal sindaco Enzo Bianco, se n’è infischiata di tutto e domenica mattina la città si è svegliata con un’Araucaria in meno. Quella di Ognina che i catanesi avrebbero voluto salva.

Il risultato del sondaggio (665 contro l’abbattimento, 538 a favore), che era stato condotto da LiveSiciliaCatania, era stato comunicato sia al responsabile delle relazioni esterne, Giuseppe Idonea, sia all’assessore alla Viabilità, Saro D’Agata, e ovviamente al sindaco Enzo Bianco.

L’albero fu risparmiato durante i lavori per la realizzazione della rotatoria di Ognina, che seguirono l’abbattimento del cavalcavia nell’ormai lontanissimo 2004, e venne “rinchiuso” in un recinto di transenne da mesi.

Era un ostacolo per la circolazione. Vero – forse! – ma invece di trovare una soluzione alternativa e possibile alla viabilità che sarebbe costata poche centinaia di euro, i tecnici dell’amministrazione comunale hanno deciso di abbatterlo. Ovviamente, da persone coscienziose e preparate sanno sempre quello che fanno. Domenica mattina, quindi, alle prime luci dell’alba si sono presentati in massa. Recita così il comunicato stampa del comune: «I lavori, che hanno coinvolto in tutto una quarantina di persone, sono stati coordinati dal geom. Rosario Marino, responsabile per gli interventi speciali dello staff del Sindaco. Sul posto erano presenti il dott. Annibale Sicurella, consulente per il Verde, i geometri Salvo Longo e Salvo Malfitana della Direzione Giardini pubblici per coordinare il lavoro dei giardinieri, l’ing. Giuseppe Ragusa e il geom. Sebastiano Scaccianoce dell’Ufficio traffico urbano, il direttore Orazio Palmeri e gli ingegneri Filippo Riolo e Salvo Ferracane del Servizio Manutenzione strade con il relativo personale, Orazio Fazio per coordinare gli operatori ecologici e i geometri Salvo Fiscella e Carmelo Russo della Protezione civile. Presenti anche numerosi Vigili Urbani, al comando del tenente Gaspare Morsellino, e Giuseppe Idonea, responsabile per le Relazioni esterne del Sindaco».

Neppure si trattasse del “Generale Sherman”, la sequoia più grande del mondo che si trova nella Foresta gigante nel Parco nazionale di Sequoia, a est di Visalia in California, che si ritiene abbia tra i 2300 e i 2700 anni ed è alta più di 83 metri.

Enzo Bianco ha peraltro plaudito all’operazione che ha definito «da città moderna e civile» ed ha ringraziato «tutti coloro i quali hanno consentito di realizzare l’intervento senza alcun impatto sulla viabilità operando di notte, visto che i mezzi erano già sul posto alle 4 del mattino, e in una giornata festiva».

Non c’è che dire, l’amministrazione Bianco ne ha fatte di cose da quando si è insediata… due! E per l’esattezza due abbattimenti: il ponte del Tondo Gioeni e l’araucaria di Ognina. Della prima operazione conosciamo l’esito, per quanto riguarda le altre cose, i catanesi attendono con speranzosa fiducia.

Ma l’assessore al Verde Rosario D’Agata, guarda caso anche competente per entrambe le demolizioni, rassicura i catanesi promettendo che al «Posto di quella pianta, infatti, ne metteremo a dimora dieci della stessa specie.

E una di esse, un’araucaria excelsa alta sette metri, arriverà la prossima settimana e sarà piantata a pochi metri da quella espiantata».

Intanto per passare da Ognina alla Scogliera gli automobilisti catanesi, telefonino in mano mentre guidano, avranno ancora più spazio per creare ingorghi, ingolfamenti e blocchi e, speriamo, non incidenti senza pensare che un altro piccolo, forse insignificante, pezzo della storia di Catania – di più di 80 anni – se n’è andato in silenzio, nelle ore buie che anticipano il giorno, grazie al lavoro di una nutrita schiera di preparati, efficienti e solerti tecnici comunali.

Che l’Araucaria ci protegga!

Map e Mat

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