Zone Franche Urbane e polemiche Berretta-Bianco: 216 domande per Librino, 671 Acireale e 792 a Messina

Sono 6.692 le imprese siciliane che hanno aderito al bando relativo all’accesso delle agevolazioni nelle 18 aree Zfu (Zone Franche urbane) previste nell’isola. Lo hanno reso noto il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta e l’assessore delle Attività Produttive, Linda Vancheri. In alcune zone l’iniziativa ha riscontrato un grande successo con numerose richieste: Messina con 792 domande, Acireale 671, Barcellona P.G. 566, Trapani 480, Bagheria 454, Termini Imerese 449, Gela 419, Vittoria 525. Catania e Palermo hanno invece dato una risposta molto bassa rispettivamente con 216 per Librino e 160 per Brancaccio.

«Buono l’andamento complessivo – ha dichiarato il presidente Crocetta – che potrà consentire di creare diverse migliaia di posti di lavoro in 18 aree della Sicilia e contribuire alla nascita di nuove imprese. Tant’è che nelle linee della nuova programmazione, si intende riproporre tale misura anche per altre aree della regione. Preoccupante è la bassa adesione a Palermo e Catania, dove occorrerebbe insistere di più di quanto si sia fatto fino ad ora».

Rosso e Bianco

Il sindaco Enzo Bianco

Giuseppe Berretta Pd

Giuseppe Berretta Pd

Il deputato nazionale del Pd, Giuseppe Berretta, non perde l’occasione per lanciare delle accuse al sindaco di Catania Enzo Bianco.
«I dati forniti dalla Regione sulla chiusura del bando delle Zone Franche Urbane in Sicilia – ha affermato l’ex sottosegretario alla Giustizia – presentano, purtroppo per Catania, una scarsa adesione del quartiere di Librino a questa iniziativa, con sole 218 richieste».
«Evidentemente – ha aggiunto Berretta – è mancata finora una politica complessiva per il rilancio del quartiere catanese capace di dare un concreto segnale di una città che vuole scommettere su Librino e sui suoi tanti abitanti. Sarebbe stato importante far comprendere, anche per il tramite delle organizzazioni di categoria, l’importanza delle Zfu in una realtà come quella del popoloso quartiere catanese attraverso la promozione e la nascita di nuove aziende e nuove attività a Librino, infatti, Catania tutta avrebbe trovato nuove opportunità di crescita, si sarebbe potuto avviare un modello di sviluppo che includesse da protagonista anche la periferia e si sarebbe potuta affermare una visione d’insieme della città che – ha concluso Berretta – invece ancora stenta a venir fuori».

La risposta del Comune non tarda ed è affidata ad una nota congiunta degli assessori allo Sviluppo economico Angela Mazzola e a Librino Rosario D’Agata.
«C’è chi corre in campo – hanno scritto i due amministratori – e chi ama guardare comodamente la partita dagli spalti, anche parlamentari. Librino ha risposto alla grande, considerando che il tessuto economico e commerciale di quel quartiere è ancora tutto da costruire. Con il mondo produttivo catanese, abbiamo lavorato per incentivare al massimo la qualità delle proposte. Considerando anche che, per ottenere reali benefici, un numero troppo elevato di domande sarebbe risultato controproducente e molte imprese non avrebbero avuto accesso a finanziamenti adeguati».
«Per quanto riguarda il resto – hanno aggiunto Mazzola e D’Agata – forse Berretta ignora che il Comune, dopo aver messo a disposizione 53 botteghe a fitto minimo dimezzato, ha istituito prima della presentazione delle domande due sportelli informativi, uno nella Direzione Attività Produttive e l’altro nella sede della Circoscrizione a Librino, fornendo anche supporto on line. Inoltre l’intero progetto regionale è stato presentato proprio a Librino dal sindaco Enzo Bianco, dal presidente della Regione Rosario Crocetta e dagli assessori regionali competenti insieme al Ministero dello Sviluppo economico, all’Anci, a tutto il mondo produttivo catanese, alle associazioni di Librino e soprattutto alla gente comune. Non abbiamo visto invece l’on. Giuseppe Berretta che spiace abbia colto, sbagliando, l’occasione per fare un intervento da opposizione non solo al lavoro dell’Amministrazione ma soprattutto agli interessi della città e di Librino».

Polemiche e difese precostituite a parte, il dato è quello che è. Per fare un esempio comparativo, ad Acireale, 5 volte più piccola di Catania, l’impegno della giunta guidata dall’ex sindaco Nino Garozzo, che della Zfu aveva fatto un suo cavallo di battaglia, ha portato ad avere un risultato tre volte maggiore in termini assoluti e quindici volte in termini percentuali. Dunque, i numeri parlano chiaro.

Infine è bene ricordare che la Zfu rappresenta una porzione del territorio all’interno del quale le attività economiche possono fruire di un sistema fiscale agevolato. Le principali agevolazioni sono rappresentate dall’esonero dal pagamento di: imposte sui redditi, Irap, Imu, contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Le agevolazioni seguiranno il regime de minimis: contributo massimo fruibile di € 200.000,00 (€ 100.000 per le imprese attive nel trasporto su strada), tenuto conto di eventuali ulteriori agevolazioni de minimis già ottenute nell’esercizio finanziario in corso alla data di presentazione dell’istanza e nei due esercizi finanziari precedenti.

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