Berlusconi vince e passa la mano? Designato ormai Matteo Renzi come suo erede

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi è stato assolto in appello per la vicenda legata a Ruby. Come sono andate le cose lo sanno ormai tutti in Italia e, al di là della verità processuale, ognuno resterà della propria idea. Ma non c’è dubbio che qualcosa in Italia sia cambiata.

«Sono commosso – è stato il commento di Berlusconi – l’accusa era ingiusta e infamante. La maggioranza dei magistrati merita un pensiero di rispetto, perché fa il proprio lavoro silenziosamente, con equilibrio e rigore ammirevoli. Il primo pensiero è per i miei cari, che hanno sofferto anni di aggressioni».
«Un caloroso ringraziamento – ha aggiunto Berlusconi – va ai miei avvocati, al professore Coppi, ai legali Dinacci, Ghedini e Longo che hanno saputo fare il loro lavoro non soltanto con altissima professionalità e competenza, ma anche con quella passione civile, con quella sensibilità umana, con quella sete di verità che hanno dato ancora più valore al loro eccellente lavoro».
«Da oggi – ha concluso – possiamo andare avanti con più serenità. Il percorso politico di Forza Italia non cambia. Credo che questo sia nell’interesse dell’Italia, della democrazia, della libertà».

La preoccupazione più grande di Berlusconi, quella di finire in carcere, è svanita. Superati i servizi sociali in atto i rischi per lui sono risibili. A questo punto, alla bella età di quasi 78 anni, con un leader della forza opposta di appena 39 (proprio la metà), con un seguito elettorale di oltre il 40%, che però gli offre garanzia politiche e di equilibrio come mai nessun altro leader del centrosinistra, Berlusconi potrebbe anche fare un passettino indietro. In fondo la sua lotta in questi 20 anni più che con gli avversari politici (sconfitti uno dietro l’altro senza troppa fatica) è stata con i furboni, furbetti e gli imbecilli della sua stessa parte e con alcuni magistrati (a torto o a ragione).

Perché l’ex cavaliere dovrebbe rituffarsi nell’agone politica, tentando una durissima risalita controcorrente, non avendo più le risorse economiche di un tempo (o non volendole più spendere) e la voglia? Lui si è sempre definito un moderato, status che riconosce perfettamente a Matteo Renzi. Continuamente incensato da suoi uomini e perfino, ultimamente, da suo figlio Piersilvio («Tifo per Renzi, il migliore dopo mio padre»).

La gente che seguiva Berlusconi si è sparpagliata: un po’ è rimasta legata a Forza Italia, altri sono con Fratelli d’Italia, altri ancora con Grillo e molti hanno preferito Renzi. Toccherà a qualcuno altro ricostruire il centrodestra ma non raccogliere l’eredità politica lasciata da Silvio Berlusconi. Quella spetta già di diritto a Renzi. E qualcun altro dovrà ricostruire il centrosinistra italiano. Ne passerà di tempo per fare entrambe le ricostruzioni. In fondo che problema c’è? Matteo Renzi non ha ancora 40 anni e quindi ha tempo, tanto tempo davanti a lui.
E i cittadini quanto tempo hanno?
Mat

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