Romanticherie. Il Faust di Goethe va in scena in un anfiteatro di paglia… tra gli appuntamenti di Fabbricateatro al Parco Gioeni

Scene di prova del Faust diretto da Elio Gimbo

Scene di prova del Faust diretto da Elio Gimbo

Un anfiteatro interamente costruito in paglia allestito all’interno del parco Gioeni sarà la novità dell’Estate catanese 2014 proposta e promossa da Fabbricateatro.
L’idea di un anfiteatro all’interno di un parco non è nuova, anzi gode già di esperienze eccellenti come quella di Hide Park a Londra o al Central Park di N.Y.

Eppure l’anfiteatro catanese un’eccellenza l’avrà. Sarà un modello avanzato interamente costruito con la paglia e le balle da fieno. Questo tipo di architettura era tipica della civiltà contadina e rappresenta una “bioedilizia” ante-litteram. La base creativa del progetto è il proporlo con un parco urbano quale esempio di testimonianza civile fondamentale. Senza considerare che quello costruito all’interno del Parco Gioeni è tutto siciliano: la paglia da costruzione è preparata da un agricoltore, Roberto Colicchia, di Castel di Judica; la progettazione – che aderisce alla rete nazionale dei teatri di paglia – è di Paolo Fisicaro di Pantalica e l’idea, la voglia e la passione di realizzarlo di Fabbricateatro.

Scene dal Faust diretto da Elio Gimbo

Scene dal Faust diretto da Elio Gimbo

E magari vi starete chiedendo, come la mettiamo con l’allergia? La mettiamo benissimo, perché non c’è rischio di allergia ci dice Elio Gimbo, il regista del Faust che andrà in scena dal 30 luglio al 3 agosto e poi ancora dal 7 al 10 agosto: «La “paglia da costruzione” differisce da quella da foraggio perché la spiga viene falciata con lo stelo più lungo e la balla viene compattata maggiormente. La paglia fresca così non comporta particolari reazioni allergiche perché non contiene più gli allergeni del fieno». Quindi godersi ogni spettacolo sarà l’unica cosa che dovremo fare. La chicca di Elio Gimbo è il protagonista di Goethe che gioca la propria anima col diavolo in cambio della felicità. È lui il Faust, il ritorno a quei sentimenti romantici che scaturiscono dal rapporto con Mefistofele, la rievocazione dello sturm und drang, la sopravvalutazione del proprio ego e l’apologia del narcisismo.

“Faust non è un gigante assetato di assoluto, è un “everyman” – ci dice Gimbo – frustrato dall’appartenere ad un mondo ed a una conoscenza che nessuno vuole più; è nella stessa posizione di tutti noi, uomini del ‘900, che ci rifiutiamo con ostinazione di omologarci all’universo dei “social” consapevoli che di troppo conformismo le società soffocano. Il Faust di Goethe è uno di noi”.

Anche la scenofrafia è di paglia nel Faust diretto da Elio Gimbo

Anche la scenofrafia è di paglia nel Faust diretto da Elio Gimbo

Ma il Faust non sarà l’unico spettacolo da ammirare al Parco Gioeni: sabato 26 tocca al concerto dei Lonepair Trio, il 5 agosto agli Oi Dipnoi, il 12 agosto i Mao Belzebù e il Padreterno, il 19 Repitu d’amuri, il 20 agosto a L’ultima fetta di Frank, il 21 agosto a Stidda lucenti. Lo spettacolo dell’opera dei pupi “Uzeta paladino di Catania” concluderà la rassegna dal 22 al 26 agosto. Tutti gli spettacoli iniziano alle 21 e il costo è di 10 euro e 50.
E se qualcuno avrà voglia di una passeggiata con libro al seguito, potrà stendersi sulle balle di fieno e viaggiare nel tempo. Di pomeriggio però…
Monica Adorno

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