Nodo Gioeni. Manlio Messina e i consiglieri d’opposizione tagliano il nastro sull’incompiuta. E compare un “Viva la Vida!”

Manlio Messina con il gruppo d'opposizione al taglio del nastro dell'incompiuta

Manlio Messina con il gruppo d’opposizione al taglio del nastro dell’incompiuta

Seconda simbolica inaugurazione del Nodo Gioeni da parte dei consiglieri d’opposizione del Comune di Catania. Stamattina il gruppo, capitanato da Manlio Messina, ha celebrato il primo anniversario di un’incompiuta.

Questo il comunicato stampa che era arrivato il 7 agosto in cui si anticipavano grandi dimostrazioni.
«Opposizione consiliare: lunedì 11 agosto conferenza stampa sulla “bella minchiata”. Un anno dall’abbattimento del ponte Gioeni.

L’abbattimento del ponte del tondo Gioeni, ovvero la “bella minchiata” come l’ebbe a definire uno striscione vergato da anonima mano ma ben sintetizzante il pensiero dei catanesi, compie un anno da…. incompiuta e da incubo per gli automobilisti. Per festeggiare il poco lusinghiero anniversario, lunedì 11 agosto ore 10 presso la rotonda Gioeni, l’opposizione consiliare di Area CentroDestra, Grande Catania, Forza Italia e Nuovo Centrodestra organizza una conferenza stampa per riaccendere i riflettori sui problemi della zona.

“Nonostante le ripetute assicurazioni e promesse dell’Amministrazione Bianco – dichiara il consigliere comunale Manlio Messina – dopo 365 giorni dall’avvio dei lavori la ‘ferita’ del tondo Gioeni continua ad essere aperta. Nessuna soluzione è stata presa per alleviare il traffico infernale della zona e per aiutare le centinaia di attività commerciali messe in ginocchio dalla cervellotica viabilità voluta dal trio Bianco-Bosco-D’Agata. Se l’Amministrazione comunale spera che a distanza di un anno i catanesi si siano dimenticati della “bella minchiata”, la sua è una vana speranza, e lunedì noi glielo dimostreremo”.».

Per Messina si tratta della seconda inaugurazione. La prima l’aveva fatta il 28 dicembre 2013 con una pista-giocattolo per le macchinine. Stamattina la seconda. All’appuntamento però solo un taglio del nastro e nulla più. Bisogna dire che le condizioni in cui versa la “rotonda” (perché rotonda non è, ha sempre detto l’amministrazione comunale) non hanno bisogno di grandi dimostrazioni. I risultati sono sotto gli occhi di tutti:

L'11 di agosto auto in fila sulla Circonvallazione ma la colpa è del cantiere dell'Enel

L’11 di agosto auto in fila sulla Circonvallazione ma la colpa è del cantiere dell’Enel

– Il traffico non è diminuito per nulla e passare in quel tratto nelle ore di punta è davvero un’impresa a dispetto dei 7 minuti necessari sbandierati dai tecnici.

– Nessun passaggio pedonale attuale o previsto.

– Nessuna rifinitura della rotonda centrale e neanche degli spartitraffico che simboleggiano tutta la zona dall’incrocio con via Del Bosco a via Carona. Pietre, detriti e tubi volanti caratterizzano l’intera area.

– Caduto nel dimenticatoio il concorso di idee che era stato annunciato per abbellire la rotonda (che rotonda non è) e che avrebbe dovuto prevedere cascate d’acqua a lenzuolo che scendevano da via Albertone.

– In compenso il muro di via Albertone, quello su cui si appoggiava il ponte Gioeni, continua a essere transennato e chiuso per impedire salti nel vuoto.

– Lasciati alla deriva anche i marciapiedi che costeggiano la Circonvallazione in direzione Misterbianco. La rete di plastica arancione con i buchi è ancora lì da febbraio e forse più.

– Nessun segnale sul torna indietro di via Petraro che avrebbe dovuto alleggerire il traffico sulla Circonvallazione. Il torna indietro l’ha fatto l’amministrazione in questo caso. In compenso stamattina lunghe file di macchine intasavano la carreggiata. Ma questa volta la colpa è del cantiere per i lavori dell’Enel.

– Che fine ha fatto il sottopasso che dovrebbe collegare via Caronda con via Grassi? E il torna indietro che avrebbero voluto (e dovuto, pare) fare quasi in prossimità della Chiesa Madonna di Lourdes dov’è?

– Tutto tace e a quanto pare tacciono pure i soldi che la Tosa SpA afferma – fino a stamattina – di non aver ricevuto.

A un anno dalla chiusura della zona per l’inizio dei lavori, il bigliettino da visita di Catania è in condizioni pietose. Osiamo dire indegne di una strada tanto importante come via Etnea. Un piccolo gesto di buona volontà andrebbe fatto. Ci permettiamo un suggerimento: riempire di terra gli spartitraffico darebbe un altro senso estetico alla zona. Ma nel frattempo si migliorerebbe quello pratico: la gente saprebbe dove

Lo striscione all'ingresso del Parco Gioeni

Lo striscione all’ingresso del Parco Gioeni

camminare, senza slogarsi o rompersi una caviglia,, nell’impellente necessità di dover attraversare il Girone Gioeni.

Ma non è la bellezza il sentimento che muove Catania e che ha imposto, a un’amministrazione lungimirante, l’eliminazione dei new jersey obbrobriosi del Lungomare dalla notte alla mattina? Se è davvero la bellezza che muove il mondo, allora bellezza vorremmo. Per Catania, per chi la abita e pure per il Girone Gioeni che già da qualche giorno, sull’ingresso del Parco Gioeni, sfoggia uno striscione con un inno “Viva la Vida!”. Anche questo come buon compleanno?

Monica Adorno

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