Il Faust di Goethe torna al Teatro di Paglia dal 26 al 28 agosto. Romanticherie da non perdere. GUARDA IL VIDEO

È uno spettacolo con attori e pupi siciliani che tiene incollati alle sedie… ops… alle balle di fieno per 135 minuti. E neanche te ne accorgi che è passato tanto tempo da quando Mefistofele ha sedotto Faust e la sua disperazione facendogli firmare un patto che porterà al tormento e all’Inferno la sua anima. Ma per questo bisognerà attendere. Intanto, in vita, Faust avrà tutto ciò che il suo cuore e la sua mente potranno desiderare. Dall’amore di Margherita alle terre e alla ricchezza di tutto il mondo creato. La cornice in cui la scena si svolge è romantica e inebriante. Un Parco Gioeni vestito di fieno che nasconde tra le sue balle ogni dettaglio: dalla cassa da morto all’impiccagione di Margherita che sorprende e lascia estasiati.

E se i duelli verbali tra Mefistofele (Sabrina Tellico) e Faust (Francesco Russo) sono quelli che catalizzano l’attenzione di tutti, gli spezzati dei Fratelli Napoli rallentano il ritmo e riprendono la storia in uno spaccato dialettale che sorride e fa sorridere.

Il Faust di Goethe con la regia di Elio Gimbo è già andato in scena al Teatro di Paglia del Parco Gioeni all’inizio di agosto ma non è bastato. Il passaparola ha ottenuto più della promozione e il bis non si è fatto attendere. Si torna in scena dal 26 al 28 agosto con una produzione assolutamente made in Catania.

Il biglietto è sempre dieci euro, l’inizio dello spettacolo alle 21.30. L’ingresso al Parco Gioeni è quello di via Del Bosco.

Monica Adorno

Note di regia
Un uomo gioca la propria anima col diavolo in cambio della felicità, quando l’avrà ottenuta egli avrà perso la sua scommessa. Il mito di Faust è riassumibile così. Faust è nella stessa posizione di tutti noi uomini del ‘900 che non riusciamo a vedere nessun reale progresso o benessere collettivo nella attuale rivoluzione tecnologica distruttrice di legami affettivi, che ci rifiutiamo con ostinazione di omologarci all’universo dei “social”. Mefistofele porta in sé un motore della Storia che conosciamo benissimo, egli parla e si comporta come una sirena neoliberista.
Perciò abbiamo immaginato un “Faust” che sia una folle corsa dei contrari simile alla nostra epoca, piena di vecchi-giovani, donne-uomini, ricchi-poveri, dove niente è ciò che sembra e tutto è altro da ciò che appare.
Un mondo così ci spiega il dilemma di Faust che ci appartiene: siamo condannati a desiderare ciò che mai potremo possedere veramente. Questo incontro con “Faust” è anche il modo per rinnovare il processo di ricerca teatrale che ci lega alla Marionettistica fratelli Napoli; da qualche anno il nostro compito è riscoprire la popolarità di testi teatrali ritenuti colti. La grande letteratura drammatica del passato è una bussola del presente, una mappa del futuro.
Elio Gimbo

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