Che ci azzecca il femminicidio con Miss Italia?

Simona Ventura presenta Miss Italia (davidemaggio.it)

Simona Ventura presenta Miss Italia (davidemaggio.it)

Dopo una giornata di mare con un’amica torno a casa e sento che già il divano mi chiama. Pregusto il piacere… divano e tv a volte sono un binomio perfetto. Ieri sera serata finale di Miss Italia con una debuttante (in questa mise) Simona Ventura. Vince la curiosità di sapere chi sarà la nuova bellezza italiana e scelgo La7.

Con un occhio aperto e uno chiuso guardo gruppi di sei ragazze che si alternano sul palco per le ultime selezioni. Di ogni gruppo, tre le sceglieva il pubblico e una la giuria presente (Alena Seredova, Emis Killa, Alessandro Preziosi, Sandro Mayer e Marco Belinelli) che aveva anche la possibilità di fare domande a queste splendide figlie.

Durante la selezione erano le prescelte ad andare via, mentre sul palco rimanevano le ragazze scartate. Mi pare un controsenso, visto che di sicuro erano tristi e di certo anche incavolate. Avanti, lo dico. Erano di sicuro incazzate. Soprattutto quella che è stata scartata perché a una domanda della giuria aveva risposto che “lei non era invidiosa e che sarebbe stata felice della vittoria di una qualunque delle sue colleghe“. Ora, invidia a parte, posso capire che la scarti perché non ti piace e, magari, anche perché ti fa antipatia. Quello che non capisco è perché scartarla per farle toccare con mano la felicità della vittoria di un’altra? Mistero. O cattiveria. Ma va bene, questo è il format e così si fa.

Ciò che mi ha sorpreso è che in ogni scena che ho seguito non ho mai colto un solo sorriso di Simona Ventura. Nessuna dolcezza. Nessuna disponibilità verso i giurati. Solo polemica, indisposizione, arroganza. Anche maleducazione. Fino a quella che, ai miei occhi, è stata l’apoteosi. Eccola.

All’ennesima selezione delle sei ragazze, ne restano due sul palco. Le due scartate ovviamente. Le chiamerò Marta e Sara. Simona Ventura si mette accanto a loro – dopo l’ennesimo cambio di vestito e quell’acconciatura ad aureola che avrebbe fatto meglio a non sfoggiare – per dir loro che era davvero dispiaciuta. Manda Sara a preparare il trolley e si rivolge all’altra. Marta la guarda un po’ così mentre la Ventura le dice che lei – Marta – rappresenta un valore importantissimo per questa edizione di Miss Italia. Che quello che ha fatto è stato grandioso. Che ci è voluto coraggio per essere lì presente a partecipare a questa selezione dopo aver… subito così tante percosse dal suo ex fidanzato, e in modo così efferato, che era stato necessario asportarle la milza! E ancora. Che Marta rappresenta il femminicidio a Miss Italia – afferma Simona Ventura che pure si impappina sul sostantivo – e ha pure il coraggio di passare il microfono a Marta per chiederle un commento. Commento che Marta, dignitosamente e in lacrime ormai, declina.

E io mi chiedo, con coscienza e con tutti e due gli occhi aperti, ma che differenza c’è tra Simona Ventura e le notizie angoscianti che trasmettono i tg? Perché a me questa scena è sembrata una sorta di omicidio morale pubblico dove l’unica differenza era il microfono al posto di un’arma. Un dubbio però mi attraversa la schiena. Marta sapeva già che la Simona nazionale le avrebbe riservato questo bel trattamento?

È vero, la Ventura non ha ucciso nessuno. Ma buttare in una piazza mondiale i fatti personali e privati e angoscianti di una persona in nome dell’audience, cos’è?

Alla fine la 75° Miss Italia è Clarissa Marchese, una siciliana di Ribera.

Monica Adorno

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