PMI. Incentivi per l’internazionalizzazione: agevolazioni, spese ammissibili, tassi e domanda per il Mise

Imprese e internazionalizzazione

Imprese e internazionalizzazione

Di questi tempi va di moda la parola internazionalizzazione. E sono molte le aziende che cercano nuovi mercati verso cui aprirsi, informazioni da chi l’ha già fatto, strade non per forza privilegiate per adempiere alla parte burocratica, ma quanto meno certi di seguire la strada giusta. Purtroppo ottenere queste informazioni non è sempre facile. Chi ha già il piede all’estero pensa “ho fatto tanto per arrivare fino a qui… chi vuole si industri per i fatti propri”. E questo non tanto e non solo per il fastidio di dover fare mente locale e “passare” i contatti che hanno faticato a rintracciare, ma anche per uno squisito e comprensibile timore. Quello della concorrenza in un mercato che, forse, in quel momento occupa da solo. E allora come si fa?

Le imprese italiane che intendono aprire strutture all’estero (ma in Paesi extraeuropei) per lanciare e diffondere i propri prodotti possono godere di finanziamenti a tassi agevolati degli investimenti sostenuti; tali investimenti, ovviamente, dovranno avere lo scopo di costituire insediamenti durevoli, quali uffici, show-room, magazzini, o negozi, nei mercati stranieri. Ecco, di seguito, tutto ciò che c’è da sapere in una scheda realizzata dalla Cgia di Mestre.

Tipo di agevolazione – Consiste in un finanziamento agevolato, pari al 15 per cento del tasso di riferimento reso noto dal ministero dello Sviluppo economico, atto a coprire fino all’85 per cento delle spese sostenute.
Beneficiari – Possono godere dell’agevolazione le imprese che hanno sede legale in Italia. Il 70 per cento del Fondo è dedicato alle piccole e medie imprese.
Spese ammissibili – Il finanziamento, concesso per le spese sostenute dalla data di presentazione della domanda fino a 24 mesi dopo la sottoscrizione del contratto, viene erogato per i seguenti investimenti: la struttura (fino al 50 per cento del costo dell’immobile) e il suo funzionamento, comprese le spese del personale del Paese straniero in questione; attività promozionali e pubblicità; vari interventi, non documentabili con fattura, ma ammissibili nella misura del 30 per cento.
Come chiedere il finanziamento – La richiesta va presentata alla SIMEST SpA tramite un apposito modulo disponibile sul sito internet della Simest e del ministero dello Sviluppo economico.

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