Finisce l’era del Commissario dello Stato. Il controllo delle leggi siciliane passa a Palazzo Chigi

Carmelo Aronica, l'ultimo commissario dello Stato in Sicilia

Carmelo Aronica, l’ultimo commissario dello Stato in Sicilia

È stata depositata la sentenza della Corte costituzionale che annulla il controllo preventivo delle leggi dell’Assemblea regionale siciliana da parte del Commissario dello Stato. Il Prefetto di turno, che sedeva nell’ufficio di piazza Principe di Camporeale non potrà più impugnare le leggi siciliane.
La questione di costituzionalità era stata sollevata dalla stessa Corte in riferimento all’articolo 127 della Costituzione e ad altre leggi costituzionali.
I giudici della Consulta hanno dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo che disciplina l’impugnativa da parte del Commissario dello Stato limitatamente alle parole “Ferma restando la particolare forma di controllo delle leggi prevista dallo statuto speciale della Regione siciliana”.

In sostanza, alla luce della sentenza, il controllo di costituzionalità delle leggi anche in Sicilia sarà successivo, come avviene per le altre regioni e sulle norme dell’Ars potrà ricorrere alla Corte costituzionale soltanto il Governo nazionale. Secondo la Consulta, il “peculiare controllo di costituzionalità delle leggi dello statuto di autonomia della Regione siciliana – strutturalmente preventivo – è caratterizzato da un minor grado di garanzia dell’autonomia rispetto a quello previsto dall’articolo 127 della Costituzione”.
Dunque, per la Corte, “la soppressione del meccanismo di controllo preventivo delle leggi regionali, in quanto consente la promulgazione e l’entrata in vigore della legge regionale, si traduce in un ampliamento delle garanzie di autonomia”.
I giudici quindi dichiarano l’illegittimità costituzionale dell’articolo che disciplina l’impugnativa da parte del commissario dello Stato limitatamente alle parole “ferma restando la particolare forma di controllo delle leggi prevista dallo statuto speciale della Regione siciliana”. Un sistema, si legge nell’ordinanza, “rispondente a una logica di maggiore garanzia dell’autonomia legislativa regionale, rispetto al procedimento di controllo preventivo, previsto dalle norme statutarie speciali analogamente a quanto disposto dal previgente articolo 127 della Costituzione”.

Il primo commissario dello Stato fu il prefetto Renato Vittorelli, che si insediò, con un decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato (Dlcps), nel giugno del ’47.
Da allora 19 prefetti si sono susseguiti nella carica e l’ultimo è stato Carmelo Aronica. Relatore dell’ordinanza che mette fine all’ufficio del commissario dello Stato è il giudice costituzionale Sergio Mattarella. Nell’ordinanza la Consulta ha inoltre richiamato l’abolizione, avvenuta nel ’57, dell’Alta corte per la Sicilia, i cui poteri furono assorbiti dalla Corte costituzionale.
Spetterà dunque al Governo nazionale sollevare le questioni di illegittimità, mentre l’istruttoria viene curata dal ministro degli Affari regionali che sottopone la questione al Consiglio dei ministri cui compete l’eventuale ricorso alla Consulta entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge.

Numerosi i commenti, ecco quello del presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone: «L’abrogazione del controllo preventivo delle leggi regionali non potrà dare al parlamento siciliano libertà di legiferare senza limiti. Al contrario, la sentenza della Corte costituzionale assegna maggiore responsabilità a Governo e Ars in fase di proposizione e approvazione delle norme».

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