Cento Comuni insieme per il Distretto del Sud Est che a otto mesi dalla nascita attende il decollo

Pignataro e Bianco alla firma del protocollo per il Distretto del Sud Est

Pignataro e Bianco alla firma del protocollo per il Distretto del Sud Est

Un protocollo d’intesa firmato da cento comuni a Palazzo degli Elefanti per promuovere e valorizzare il Distretto del Sud Est Sicilia. Uno strumento che ha l’obiettivo di valorizzare il territorio delle tre province di Catania, Ragusa e Siracusa ma anche per sopperire alla visione Palermo-centrica della Regione siciliana. Il Distretto del Sud-Est Sicilia è nato il 26 febbraio, alla presenza del presidente della Repubblica a Catania con i comuni di Catania, Ragusa e Siracusa, le tre camere di Commercio e le tre province. A questi si è aggiunta l’Università di Catania. Lo scopo della sua nascita è avviare una stabile collaborazione volta alla predisposizione di un piano strategico d’area che possa portare alla realizzazione, in tempi medi e brevi, di progetti che abbiano una reale ricaduta sul territorio sui temi dello sviluppo. Uno strumento che sciolga i lacci della politica e della burocrazia regionale che consenta alla parte più attiva e ricca della Sicilia, quella Orientale, una propria autonomia nei rapporti con l’Europa e sui temi dello sviluppo mettendo in atto tutte le procedure necessarie, ed utili, per attirare investimenti sul territorio.

«Al Distretto – ha detto il sindaco Bianco – potranno aderire anche i comuni che godono di una contiguità territoriale con il distretto. Ben vengano quindi Taormina, Giardini, Piazza Armerina, Aidone, Gela, Niscemi e Mazzarino. L’area del Sud Est è senza dubbio la più attiva dell’isola, con il fatturato e il Pil più alti e maggiore presenza di beni culturali. Ma non considerata dallo Stato e con una Regione non ci ha aiutato.
«Vogliamo collaborare con la Regione – ha concluso Bianco – e infatti il nostro prossimo incontro avverrà alla presenza del presidente Rosario Crocetta. Il successivo con il sottosegretario Delrio».

Giacomo Pignataro, rettore dell’Università di Catania, l’ateneo che serve tutto il Distretto, ha sottolineato che «Questa è una risposta efficace al sistema delle autonomie. La vera soluzione è il protagonismo del territorio».
Il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, ha dichiarato che «bisogna presentarsi all’Europa con un progetto organico». Numerosi coloro che hanno preso la parola. I sindaci di Bronte, Pino Firrarello; di Sant’Agata Li Battiati Carmelo Galati; di Vizzini, Marco Sinatra; di Castelmola, Orlando Russo; di Canicattini, Paolo Amenta; di Santa Croce Camerina Franca Iurato; di Ramacca, Francesco Zappalà; di Noto, Corrado Bonfanti; l’assessore di Trecastagni, Maria Catena Trovato; il vicesindaco di Mazzarino Christian Spalletta; il consulente del sindaco di Avola, Davide Barone; l’assessore Sonia Grasso di Mascalucia; l’assessore di Misterbianco Angela Vecchio; il presidente del Consiglio Comunale di Niscemi Carlo Attardi; l’assessore di Scicli Gianpaolo Schillaci; Pippo Gianninoto per la Camera di Commercio di Siracusa. Ha chiuso il vicesindaco di Siracusa Francesco Italia, sottolineando “il grande valore del distretto e le ricadute positive che avrà su tutta l’area”.

Erano presenti inoltre i sindaci e i rappresentanti di: Acate, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Aidone, Avola, Caltagirone, Carlentini, Castelmola, Comiso, Ferla, Francofonte, Floridia, Grammichele, Gravina, Lentini, Licodia Eubea, Linguaglossa, Maletto, Mazzarino, Militello, Motta S. Anastasia, Niscemi, Noto, Paternó, Pedara, Piazza Armerina, Pozzallo, Ragalna, Ramacca, Randazzo, Riposto, San Cono, S.G. la Punta, San Pietro Clarenza, Scicli, Sortino, Viagrande, Vittoria e Zafferana. Presente anche la Provincia di Siracusa, l’Agenzia di Sviluppo degli Iblei e la Camera di Commercio di Catania.

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