Il capolavoro Dc di Renzi, Sergio Mattarella XIII Presidente della Repubblica Italiana

Sergio Mattarella il nuovo presidente della Repubblica

Sergio Mattarella il nuovo presidente della Repubblica

Quella che si è svolta alcuni giorni fa è stata l’elezione meno incerta della storia repubblicana. Fino a poche ore prima sembrava tutto in alto mare e, invece, Matteo Renzi, con un colpo di mano ha sparigliato, apparigliato e fatto eleggere il “suo” Presidente della Repubblica. Sparigliato perché ha rotto il patto del Nazareno con Silvio Berlusconi che sembrava dovesse durare per tutta la legislatura; apparigliato perché ha ricomposto il Pd e, alla fine, ha fatto eleggere Sergio Mattarella, uomo di Ciriaco De Mita che, com’è noto, è anche nume tutelare dello stesso Renzi. Anzi, gli osservatori più attenti sono concordi nel sostenere che l’attuale premier «non ha fatto altro che applicare la ricetta fornitagli da De Mita mercoledì scorso, nemmeno sottaciuta visto che De Mita l’ha illustrata ai giornalisti, ivi compreso il nome di Mattarella».
Quindi vittoria su tutti i fronti. Alla fine Berlusconi, ancora bloccato dalla vicende giudiziarie e dal basso livello dei suoi collaboratori, sarà per ancora un bel po’ costretto a mantenere il patto e quindi non reagirà in alcuno modo. Bersani, Cuperlo, Civati e lo stesso D’Alema non possono forzare perché sono in minoranza del Pd e non c’è in Italia – almeno per il momento – lo spazio politico per un partito che si collochi ancora più a sinistra. Neppure se lo facessero con Vendola. Mattarella, poi, per la sua figura e la sua storia personale ha tutte le carte in regola per essere un buon Presidente della Repubblica: eccellente provenienza personale, pacatezza, equilibrio, esperienza e autorevolezza al punto giusto, discrezione, e, cosa non di poco conto, cattolico praticante. Uno scenario politico tutto a favore dell’ex sindaco di Firenze che, appena quarantenne, ha davanti un lunghissimo e brillante percorso politico.
Un percorso che ha una connotazione ben precisa. «Ragazzi mi spiace… ma cosa vuol dire di sinistra, di sinistra… non sono un socialdemocratico anch’io? Avanti al centro contro gli opposti estremismi!». Sembra essere questo il motivo predominante di questi giorni.
Gettata finalmente la maschera, i centristi, eredi della vecchia Democrazia Cristiana, corrono gli uni verso le braccia degli altri. Restano in Italia, la Boldrini, Cuperlo, Vendola e Civati e questo non è molto per la sinistra. Ecco perché Massimo D’Alema appare confuso per la prima volta in vent’anni. «Non moriremo democristiani», disse Luigi Pintor nel giugno 1983. Morire, forse no, poiché nessuno può fare predizioni; vivere da democristiani, sì. In Italia lo facciamo da sempre, anche da quando la vecchia Dc è uscita (apparentemente) di scena.
Mat

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