Water Front Catania tutto da rifare: il Tar annulla l’aggiudicazione del project financing Rotolo-piazza Europa

Il progetto del water front di Catania

Il progetto del water front di Catania

Era il 2006 quando Enzo Bianco sollevò le prime perplessità sul progetto del Rotolo e sugli atti che portarono il suo affidamento all’Ati Immobiliare Alcalà. L’amministrazione comunale dell’epoca rispose prontamente che non sarebbe nato alcun centro commerciale. Per la precisione: «Gli spazi risultanti dalla differenza di livello tra il viale Alcide De Gasperi e il Lungomare, tutti di proprietà comunale, potranno essere utilizzati per ospitare attività commerciali di nicchia e di qualità, legate anche agli aspetti squisitamente estetici, sia centri di formazione, strutture di volontariato e di promozione sociale, spazi di aggregazione». Luigi Albino Lucifora, commissario ad acta nominato dal Tar, però la pensa in maniera diversa ed ha ritenuto vi fossero “violazioni urbanistiche e paesaggistiche, e un mutamento illegittimo a fini commerciali”. La Segreteria generale del Comune di Catania ha dunque notificato ai rappresentanti dell’Ati Immobiliare Alcalà la decisione del commissario Lucifora, con la quale si annullano tutti gli atti che hanno portato all’aggiudicazione all’associazione temporanea d’imprese della realizzazione in project financing di aree commerciali e parcheggi nella zona dal Rotolo a piazza Europa, compreso il borgo di San Giovanni Li Cuti.
«Si tratta – ha commentato il sindaco di Catania Enzo Bianco – di una grande vittoria per la nostra città ottenuta anche grazie alla delibera di indirizzo politico adottata dalla nostra Amministrazione il 13 dicembre del 2013 e all’azione della Società civile».

IL COMMISSARIO

Le motivazioni del Commissario, giunte dopo un’attività istruttoria intensa e capillare, come si legge nel provvedimento da lui firmato “non si limitano ai soli profili urbanistici”. Nel documento sono evidenziati, infatti, violazioni non solo della disciplina urbanistica ma anche delle norme a tutela dei beni paesaggistici. Ma soprattutto il Commissario, dopo aver esaminato tutti gli aspetti di carattere finanziario collegati all’esercizio dei Poteri straordinari, sottolinea nel suo provvedimento come un intervento finanziato dalle leggi sull’emergenza e finalizzato alla prevenzione del rischio sismico, avesse di fatto mutato natura diventando un’opera che trasformava a fini commerciali il water front di Catania. Mutamento considerato del tutto illegittimo poiché le norme emergenziali consentivano un circoscritto ed eccezionale esercizio dei Poteri da parte dell’Ufficio speciale.

LA STORIA DEL PROGETTO
Si chiude così una vicenda cominciata nel 2001 con un progetto della Protezione civile per la sistemazione di viale Alcide De Gasperi. Per darvi attuazione il sindaco del tempo, Umberto Scapagnini, fu nominato commissario straordinario per l’emergenza traffico. Nel 2005 Scapagnini, che come commissario esercitava anche i poteri del Consiglio comunale, approvò un progetto preliminare per viale Alcide De Gasperi che prevedeva una variante al Prg. Nello stesso anno il direttore dell’Ufficio speciale per l’emergenza traffico Tuccio D’Urso approvò un progetto in project financing per la viabilità di scorrimento nell’area via del Rotolo – piazza Europa, aggiungendo alla realizzazione della sede stradale, che sarebbe costata poco più di 10 milioni di euro, oltre ai parcheggi e una grande area commerciale per un valore complessivo di 120 milioni. Il 26 luglio del 2007 l’Associazione temporanea d’impresa Immobiliare Alcalà si aggiudicò il project financing.
Il progetto presentato dall’Ati venne però giudicato difforme rispetto non soltanto al Prg ma anche al progetto preliminare di variante. Così, il 26 ottobre del 2007, la Procura della Repubblica chiese di acquisire copie degli atti amministrativi e il 21 settembre del 2009 anche la società civile – in particolare Città Insieme, Italia nostra, Wwf e Lipu – chiese all’Amministrazione notizie sulla vicenda.
Il 10 febbraio del 2011 l’Ati Immobiliare Alcalà presentò al Tar un ricorso per “silenzio in adempimento” nei confronti del Comune. Nel mese di luglio il Tribunale amministrativo diede al Comune 90 giorni per esprimersi, altrimenti avrebbe nominato un commissario straordinario. Il 21 novembre del 2011 si insediò come Commissario Santi Alligo, che chiese tutti gli atti per dare la concessione edilizia e comunicò all’Amministrazione, in carenza di potere, che non avrebbe più potuto intervenire. L’Avvocatura comunale si oppose, ma Tar e Cga le diedero torto. Il 10 dicembre del 2012 l’Ufficio urbanistica del Comune diede un parere negativo all’adozione di una variante al Prg per consentire il project financing.
Il commissario Alligo si dimise nel luglio del 2013 senza prendere alcuna decisione e l’Amministrazione comunale – frattanto era stato eletto sindaco Enzo Bianco – rimessa in gioco proprio dalle dimissioni, il 13 dicembre del 2013 approvò una delibera di indirizzo politico di annullamento e revoca di tutti i provvedimenti emessi a partire dal 2007.

Uno stralcio del Provvedimento del Responsabile Unico del Procedimento

Uno stralcio del Provvedimento del Responsabile Unico del Procedimento

IL RICORSO DI BIANCO
«Il completamento del viale Alcide De Gasperi – ha spiegato il sindaco Bianco – era stato ipotizzato durante la mia precedente sindacatura per rendere area pedonale il lungomare di Catania. Nel 2007 quest’idea venne stravolta da un project financing che avrebbero sfregiato la città. Così presentai, anche sulla spinta della Società civile catanese, un’interrogazione parlamentare.
A questa seguì l’ingiunzione da parte della Protezione civile che chiedeva all’Amministrazione di revocare l’autorizzazione. La vicenda si complicò con un ricorso al Tar e la nomina di un Commissario.
Nel dicembre del 2013 l’Amministrazione, grazie anche all’ottimo lavoro svolto dal direttore e segretario generale Antonella Liotta, abbiamo ripreso in mano la situazione e approvato una delibera che consideriamo un atto dovuto: vogliamo che le opere importanti per Catania vengano realizzate, ma senza stravolgere il territorio e nel rispetto delle regole. In particolare, poi, il completamento del viale Alcide De Gasperi rappresenta uno dei nostri obiettivi, tanto che l’abbiamo inserito nell’elenco delle opere prioritarie inviato al governo Renzi».
Quanto agli ipotetici risarcimenti all’Ati che si è aggiudicata il bando, pur non essendo compito del Commissario individuare l’entità del danno subito dalla Immobiliare Alcalà, nel corpo del provvedimento si evidenzia chiaramente come debbano essere limitati alle cosiddette spese vive e non a non quantificabili opportunità di guadagno perdute.
Ciò perché, sin dal momento successivo all’aggiudicazione, l’allora capo della Protezione Civile Guido Bertolaso aveva manifestato la propria contrarietà all’opera. Lo stesso era avvenuto con l’Amministrazione Stancanelli e soprattutto, con atti deliberativi ben chiari, con la Giunta Bianco.
La procedura d’appalto, peraltro, è oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica che ha già formalizzato gli atti preparatori al Giudizio.
Mat

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