Don Ciotti sul caso Helg, che fine farà l’antimafia siciliana?

Antimafia«Mi pare di cogliere, e poi non sono in grado di dire assolutamente altro, che fra pochi giorni avremo altre belle sorprese, che sono in arrivo, che ci fanno soffrire. Perché riguardano personaggi che hanno sempre riempito la bocca di legalità, di antimafia». È una frase di Don Ciotti, il fondatore dell’Associazione Libera che è stata rilanciata da tutte le agenzie di stampa e riportata da tutti i giornali, telegiornali e radiogiornali. Cosa sta succedendo all’antimafia siciliana? Prima le accuse ad Antonello Montante, poi quelle (provate in questo caso) a Roberto Helg. Due personaggi siciliani che avevano sempre attaccato malaffare e corruzione e avevano sostenuto legalità e trasparenza. Nessuna condanna ancora ma tanta sfiducia che comincia a serpeggiare in maniera sempre più evidente. Nel contempo, il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, fa della denunzia la sua arma più importante ma continua a ottenere pochi risultati amministrativi.

Forse sono le tante, troppe difficoltà ma le cose a Palazzo d’Orleans non vanno bene e quando è così non vanno bene in tutta la Sicilia. E, adesso, le parti si sono assolutamente invertite: gli uomini del centrodestra, quelli che sono stati vicini a Cuffaro e Lombardo, se non si sono alleati con il Partito Democratico lo criticano e lo accusano di cattiva gestione della cosa pubblica. Chissà che stato d’animo vivono quei vecchi uomini della sinistra “duri e puri” a vedersi criticati in tal modo dai “barbari”. Il mondo si sta capovolgendo? No, semplicemente si è concluso lo sfaldamento ideologico dei partiti. Adesso ognuno propone una ricetta per il momento, un obiettivo da raggiungere e basta così. Nessuna strategia di grande respiro, solo soluzioni atte a soddisfare i bisogni impellenti. Per la maggior parte dei siciliani il bisogno sarebbe un minimo di tranquillità economica ma per alcuni, pochi eletti, è il mantenimento di grandi privilegi. E purtroppo la cosa appare trasversale non solo tra i partiti ma anche tra le diverse categorie: politici, imprenditori, professionisti, docenti, ecc. Quindi, a parole tutti per la legalità ma poiché tutti “teniamo famiglia” ecco che scattano compromessi, giochetti, sotterfugi ed imbrogli. Dice Don Ciotti a proposito di Helg: «Non lo conosco. So solo che ha un figlio portatore di handicap per un incidente. So che c’è molta sofferenza nella sua famiglia, credo, non lo so, che in quest’uomo, che si è sempre comportato negli anni in modo retto, sia subentrata una disperazione, una grande sofferenza, un dramma che l’ha travolto. E questo non giustifica, sia ben chiaro».

Non si crede più a nessuno e, inesorabilmente, neppure a chi è veramente onesto. In Sicilia si ribalta un po’ come per i Beati Paoli: nell’antichità vendicatori dei torti subiti dal popolo, nella modernità modello per i mafiosi. Un cul de sac” dal quale sarà molto difficile uscire.

Mat

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