Avanti c’è posto. Grande kermesse del Pd alle Ciminiere per l’arrivo di Articolo 4

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Alla Ciminiere c’era la folla delle grandi occasioni. Un partecipazione che mai il Partito Democratico aveva registrato in una qualsiasi delle sue precedenti iniziative, neppure quando il protagonista era stato l’allora segretario nazionale Pier Luigi Bersani. Ma l’evento era di quelli di Gran Galà della politica: l’adesione di Articolo 4 al partito guidato dal premier Matteo Renzi. Ad accoglierli i vertici del partito con il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini, il segretario regionale Fausto Raciti, il presidente regionale Marco Zambuto, il referente siciliano di Renzi Davide Faraone; con tanti big del partito a cominciare dal sindaco di Catania Enzo Bianco e dal segretario provinciale Enzo Napoli. Per quel che riguarda Catania c’è da registrare il passaggio di Luca Sammartino, Valeria Sudano e Raffaele “Pippo” Nicotra. Il primo è emerso solo nella seconda repubblica e non ha esperienze pregresse nei vecchi partiti anche perché la sua giovane età non glielo avrebbe consentito. La seconda, invece, è figlia e nipote d’arte (figlia di Enzo Sudano ex consigliere comunale e assessore provinciale e nipote del senatore Mimmo Sudano “cavallo di razza” della vecchia Democrazia Cristiana). Il terzo è stato nella DC, nel Nuovo Psi, nell’Udc, in Forza Italia e forse da qualche altra parte. Ma un partito in crescita non può lesinare nelle adesioni, specie se quantitativamente valide. Adesione che porta a un notevole salto di qualità da un punto di vista numerico. Numeri alla mano si tratta di 30/35 mila, forse 40 mila voti in più.

Contenti i vertici del partito ma non altrettanto la base che non ha nascosto i propri sentimenti anche con clamorose azioni di protesta. Perfino qualche deputato storico del Pd, come Giovanni Burtone, ha sollevato qualche perplessità. Ma la politica è l’arte del possibile, come si diceva un tempo, steccati, paletti e regole rigide non servono a mietere consensi e ancora di meno a vincere le elezioni. Dopo anni di vacche magre a Catania, il Pd non può certo lasciarsi sfuggire la ghiotta occasione. Altrimenti potrebbe finire come spesso nel passato che in Italia si vince a mani basse ed a Catania finisce tutto in un flop: vedasi i casi del 1996 e del 2006.

In fondo l’atteggiamento politico e la linea da seguire diventano sempre consoni a quanto indicato dai vertici. Se Renzi si comporta in un determinato modo non si capisce perché Sudano, Sammartino e Nicotra dovrebbero fare altrimenti. Il problema, al limite, è che leveranno spazi agli altri. Ma se il partito cresce altri spazi ci saranno. Anzi, potranno arrivare, ed i tempi sono ormai maturi, anche Lino Leanza, Nicola D’Agostino e Marco Consoli. Come diceva un tempo in un bel film del tempo che fu l’indimenticato Aldo Fabrizi: «Avanti, c’è posto».

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