La Polizia vuole più sicurezza a Catania. Il Siap ammette che qualcosa è stata fatta ma non abbastanza

Il segretario del Siap Tommaso Vendemmia e il Questore di Catania Marcello Cardona

Il segretario del Siap Tommaso Vendemmia e il Questore di Catania Marcello Cardona

È un quadro in chiaroscuro quello della sicurezza a Catania dipinto da Tommaso Vendemmia, segretario provinciale del sindacato di Polizia Siap. Secondo Vendemmia «La polizia soffre la carenza di auto ma immette sul territorio da sei a otto equipaggi turno». L’Upgsp (Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico) ha infatti una disponibilità di circa 10 vetture su 20, poiché la maggior parte in riparazione e di questo il Questore ha riferito al Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Quindi, grazie alle nuove disponibilità finanziarie sono state acquistate le nuove vetture che sono in consegna nelle Questure italiane.

«Sicuramente si può migliorare – afferma Vendemmia – ma è necessario che ognuno faccia la propria parte. La situazione in cui versa l’Upgsp è stata da noi segnalata al Questore che speriamo presto prenda provvedimenti ma ciò non ha nulla a che vedere circa il numero di equipaggi immessi in strada”. Purtroppo la città ha sicuramente bisogno di più pattuglie sul territorio e ancora una volta, il Siap ribadisce la necessità di rivedere il Piano Coordinato di Controllo del Territorio. Le “spaccate” che sono avvenute nelle ultime notti, pongono sempre secondo il Sipa serie riflessioni sulle metodologie adottate nel piano coordinato, ma anche altri episodi criminali destano preoccupazione.

«Catania è una città complessa – dice ancora Vendemmia – e ha bisogno di interventi mirati e siamo sicuri che a breve il Questore potrà migliorare le condizioni di lavoro dei poliziotti e la sicurezza dei cittadini. Gli episodi che si sono verificati nelle scorse notti, in zona sud, mentre le volanti operavano a nord, devono far riflettere circa le zone da dividere tra i Carabinieri e la Polizia. Noi riteniamo che in attesa di implementazione di uomini e mezzi gli equipaggi impegnati devono essere di uguale numero nelle zone assegnate altrimenti immancabilmente larghe fette di territorio rimarranno incustodite. Non è possibile che le due forze di polizia non sappiano quanti equipaggi operano nelle zone assegnate ed è impensabile che ancora vi siano due distinte sale operative in città».

«Il Siap – conclude Tommaso Vendemmia – lancia una proposta al Questore e al Comandante dei Carabinieri. Considerate le carenze di uomini e mezzi, sarebbe auspicabile per il cittadino, che sia dato il permesso agli equipaggi delle due forze di polizia, qualora il numero per zona sia meno di sei pattuglie, di “sconfinare” equilibrando la carenza momentanea. Rimane la perplessità come le spaccate che provocano rumori eccezionali, non siano segnalati ai numeri di emergenza dai cittadini ma è grave sentire il cittadino dire: “io ho chiamato ma non è venuto nessuno”».

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