Matteo Renzi va avanti con l’Italicum. Il Def in aula il 27: oggi Bianco e Fassino a Palazzo Chigi contro i tagli ai Comuni

02 B FotoNominato il fedelissimo Graziano Delrio al posto di Maurizio Lupi come ministro ai Trasporti e alle Infrastrutture, il premier Matteo Renzi si appresta a mettere mani al Def, il Documento di Economia e Finanza 2015. Diversi gli scogli da affrontare tra i quali quello rappresentato dai sindaci. Il presidente dell’Anci, l’associazione dei comuni d’Italia, Piero Fassino, seppur renziano della prima ora, è letteralmente balzato dalla sedia di primo cittadino di Torino e con lui i circa 8.000 sindaci italiani, quando ha sentito l’indiscrezione sulla creazione di una nuova “local tax” che dovrebbe unificare Imu e Tasi. Fassino ha chiesto subito un incontro con il Governo: «Chiediamo di essere ascoltati prima che si emani il Def – ha detto – in modo che si possa avere un confronto aperto e che possiamo avanzare le nostre proposte. Si tenga conto soprattutto che, negli ultimi sei anni, è stato chiesto ai Comuni uno sforzo finanziario notevole, proporzionalmente superiore rispetto a quello chiesto ad altri livelli istituzionali, in particolare si è chiesto molto più ai Comuni che alle amministrazioni centrali». Ma non è solo questo che preoccupa Fassino, i mal di pancia derivano anche dai tagli dei trasferimenti ai Comuni. Ed è per parlare di questo che Fassino e Bianco stamattina alle 8 erano a Palazzo Chigi per incontrare Matteo Renzi.

Il Presidente del Consiglio ha intanto rassicurato la Nazione sul fatto che non ci saranno ulteriori tasse ma che sull’Italicum si andrà avanti. E su questo in Italia nessun nutre alcun dubbio. Renzi va avanti e supera tutti i suoi predecessori. Intervenendo sul terremoto di L’Aquila, nel suo sesto anniversario ha affermato: «L’Aquila, sei anni dopo. Innanzitutto un pensiero alle 309 vittime, alla loro memoria, ai loro cari. E poi i 1200 feriti, le migliaia di sfollati, che in quei 23 secondi hanno perso molto di ciò che avevano caro. Il compito della Politica però non è solo la giusta e dovuta commemorazione, meno che mai l’esercizio retorico puntuale ad ogni anniversario. Il nostro dovere è dare risposte a lungo attese, fare tutto ciò che è possibile perché l’Aquila torni a vivere». Intanto per presentare gli emendamenti c’è tempo fino al 17 aprile, per portare il testo in aula il 27 (data decisa dalla Conferenza dei Capigruppo).

L’ex sindaco di Firenze sono si è fermato a questo. «Nell’ultimo anno, il primo del nostro governo – ha dichiarato – abbiamo messo alcuni punti cardine: la certezza e la programmazione di risorse per il medio lungo periodo (5,1 miliardi di euro nella legge di stabilità per il 2015); l’accelerazione nelle assegnazioni per l’edilizia privata (1,13 miliardi di euro deliberati dal Cipe il 26 febbraio 2014) sulla base di un monitoraggio analitico del fabbisogno, comune per comune; la ricostruzione pubblica (86 milioni di euro deliberati dal Cipe il 26 febbraio 2014) e il suo prossimo rilancio (con una delibera Cipe prevista per maggio 2015); la semplificazione e la tutela della legalità nell’assegnazione e nell’attuazione dei lavori con misure più rigorose contro l’infiltrazione criminale e regole più certe per la semplificazione degli interventi di ricostruzione; infine la trasparenza e la piena informazione dei cittadini, per dare conto a tutti di come si spendono le risorse pubbliche e tra qualche settimana faremo Open data anche su tutti i dati della ricostruzione. Perché non c’è controllo più efficace di quello dell’opinione pubblica. La natura non si può controllare, la politica va controllata centimetro dopo centimetro. Dopo troppe promesse, siamo finalmente passati all’azione. I soldi adesso ci sono: spenderli bene è un dovere in memoria di chi è morto, ma anche come segno di rispetto per i sopravvissuti che vogliono ancora credere nella cosa pubblica».

AGGIORNAMENTO: Sono due le proposte presentate stamattina al premier dal sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale dell’Anci durante il vertice a Palazzo Chigi:  una riforma delle norme ordinamentali, che dia ai Comuni una maggiore efficienza e managerialità e la riduzione dei costi dei mutui erogati dalla Cassa Depositi e prestiti
“Il Presidente del Consiglio ha affermato che non ci saranno ulteriori tagli per i Comuni nel Def – ha detto Bianco – ma ha anche dato rassicurazioni in merito ai tassi onerosi dei mutui erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti”.

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