Buona Scuola, tutti (o quasi) in corteo contro Renzi… e il 12 si bissa con un nuovo sciopero

Corteo Buona Scuola a Catania

Tra pochi giorni il disegno di legge sulla scuola arriverà in Parlamento e tutti gli operatori del settore in Italia sono in agitazione. In sette città d’Italia i cortei stanno sfilando da stamattina contro il contro il Governo Renzi. Catania è una di quelle. In città sono arrivati almeno 30 pullman da tutta la Sicilia orientale, Messina, Siracusa, Ragusa, Enna e Caltanissetta, C’erano anche le famiglie, gli studenti e i dirigenti scolastici”. Promotori della manifestazione i sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Snals e Gilda.

Nella città dell’elefante il corteo ha mosso i primi passi da piazza Europa sin dalle 9 del mattino e da lì un lungo – e pacifico – serpentone si è poi snodato lungo corso Italia (foto di Zina Bianca), viale XX Settembre fino a Piazza Roma, dove è stato allestito il palco per il comizio. Lì sono intervenuti per la Flc Cgil Giusto Scozzaro, segretario regionale; per la Cisl Rosa Mongillo della segretaria nazionale e Giuseppina Di Giacomo er lo Snals, Fortunato Parisi, segretario generale della Uil.

Secondo i sindacati, ma anche secondo tantissimi altri operatori del settore, con questa riforma l’Italia rischia di non avere più una scuola. I dirigenti scolastici saranno dei manager di una azienda che assumono personale attingendo a una albo regionale con la scelta dei curricula piuttosto che facendo scorrere le graduatorie. Si va verso la privatizzazione e la esternalizzazione di alcuni servizi: basti pensare che nel ddl non c’è una sola riga che riguardi il personale Ata. E mancano anche i decreti delegati alla collegialità. Non si tratterebbe di una riforma ma di un meccanismo che mirerebbe a destrutturare la scuola pubblica, non ci sono risorse e «si spacciano per assunzioni le immissioni in ruolo a cui il governo è obbligato per sentenza europea».

Protesta scuolaSecondo molti osservatori «Non era mai avvenuto in settant’anni di Repubblica che un governo unilateralmente portasse avanti una riforma senza aprire una concertazione con i sindacati ma non potrà andare lontano perché tutte le riforme camminano sulle gambe delle persone che le devono applicare».

Eppure sono anche in tanti ad essere favorevoli alla riforma che non viene vista come una mostruosità. La riforma punta soprattutto, nelle intenzioni del governo, a marcare maggiormente l’autonomia delle scuole, a dare più potere di scelta ai dirigenti (anche nella selezione dei docenti), ad ampliare l’offerta formativa per gli studenti e a evitare la formazione di bacini di insegnanti precari. Previsto anche un piano di edilizia scolastica per garantire la sicurezza e l’efficienza energetica degli edifici.

Nei giorni scorsi il premier Matteo Renzi ha aperto a possibili modifiche del disegno di legge (presentato in Parlamento a marzo dopo essere stato annunciato da mesi) soprattutto per ridurre i nuovi poteri previsti per i dirigenti scolastici. Ma Renzi ha rifiutato di varare un decreto per procedere alle assunzioni di insegnanti, come invece gli hanno chiesto anche i partiti di opposizione.

Dopo il successo dei cortei di oggi si continua a parlare di altri scioperi. Pare che gli insegnanti vogliano replicare anche domani (mercoledì 6 maggio) ma due giorni consecutivi forse son troppi da togliere alla busta paga. E forse è per questo che alcune mamme ci hanno chiesto: “È vero che anche domani non dobbiamo mandare a scuola i nostri figli? Le prove Invalsi che fine faranno? È un anno che i bambini si allenano e abbiamo speso molti soldi per acquistare i libri per farli allenare”. In effetti, a pensarci bene, se sono gli studenti a non andare a scuola non occorre che gli insegnanti fanno sciopero. Ma perché queste prove Invalsi sono così odiate? Secondo alcuni sono inutili e in più non sono neanche obbligatorie, secondo altri perché è sui risultati di queste prove che Renzi ha intenzione di far scattare o meno gli scatti economici. Quindi, perché rischiare con risultati inconcludenti?, molto meglio non farle queste prove.

In ogni caso sembra certo – ce lo dicono gli insegnanti – che lo sciopero verrà replicato anche martedì 12 maggio.

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