Sicilia. Infernale la situazione dei trasporti tra aerei carissimi e la A19 interrotta

02 A Foto«Dal 25 al 29 maggio gli autotrasportatori scenderanno in strada per protestare contro la sordità del governo nazionale e la superficialità dell’esecutivo regionale indisponibili ad incontrare gli operatori del trasporto in profonda difficoltà a causa del crollo del viadotto Himera che ha di fatto tagliato la Sicilia in due. Pretendiamo risposte e sostegno da parte delle Istituzioni, gli autotrasportatori sono costretti a sforzi economici importanti per attraversare la Sicilia, alcune aziende hanno perso le commesse poiché non in grado di rispettare i termini contrattuali dovuti ai maggiori tempi di percorrenza. Non ci bastano le rassicurazioni del ministro Delrio, senza l’annullamento dei pedaggi sulla Catania-Messina e sulla Messina-Palermo e importanti incentivi sulle autostrade del mare e su quelle ferrate le nostre fragili aziende chiuderanno prima dell’apertura dei cantieri del nuovo viadotto. Pretendiamo risposte da Roma e da Palermo, e non ci fermeremo finché non le otterremo», lo dichiara Giovanni Agrillo, presidente della sezione siciliana della Federazione Autotrasportatori Italiani. Piove quindi sul bagnato sul sistema siciliano dei trasporti. Non solo strade provinciali ridotte a mulattiere ma anche autostrade impercorribili. Oltre alle note vicende della Palermo-Catania fanno da segnale lavori, e continui tratti a doppia carreggiata, della Messina-Catania e della Messina-Palermo.

Altra nota dolente sono i collegamenti aerei. L’emergenza causata dall’incendio all’aeroporto di Fiumicino ha scoperchiato il grande problema del costo eccessivo dei biglietti aerei per i volti da e per la Sicilia. Al di là dell’aumento momentaneo assolutamente immotivato, anche le normali tariffe sono costantemente troppo alte.

Il sindaco di Catania Enzo Bianco tre giorni fa ha presentato un esposto al presidente dell’Enac, Vito Riggio, in merito all’immotivato aumento dei biglietti aerei in occasione dell’incendio avvenuto nell’aeroporto di Fiumicino ma anche per la reiterata applicazione delle tariffa massima troppo alta – al di fuori delle logiche di mercato – da parte di alcune compagnie aeree.

Scrive Enzo Bianco al presidente del’Enac: “Come già preannunciato, voglio riportare alla Sua attenzione alcuni fatti accaduti subito dopo l’incendio che la notte tra mercoledì 6 e giovedì 7 maggio è scoppiato nel Terminal 3 dell’aeroporto Fiumicino a Roma. A seguito della chiusura dello scalo fino alle ore 14 di giovedì 7, si sono verificati ingiustificati ed assai ingenti aumenti del costo dei biglietti aerei, in particolare di Alitalia, nella tratta Roma – Catania”.

«Nello specifico – continua Bianco – giorno 7 i pochi biglietti aerei invenduti che partivano dopo la riapertura dello scalo avevano prezzi esorbitanti: come riportato in allegato, il famoso motore di ricerca Skyscanner, nella tratta Roma – Catania, riportava che i voli diretti alle 16.45 e alle 20.15 costavano rispettivamente 430€ e 381€, mentre i voli con scalo costavano 508€ (partenza alle 16 e arrivo alle 20.20) e 488€ (partenza alle 20 e arrivo alle 23.50). Sono tutti prezzi di tratte Alitalia. Insomma nel giorno delle tante cancellazioni di voli, chi aveva urgenza e necessità di partire da Roma per Catania nella stessa giornata non solo ha dovuto subire un forte ritardo (alcuni voli sono stati riprotetti per il giorno dopo) ma ha dovuto sborsare una cifra considerevole. Evidentemente una grave emergenza è stata utilizzata per vendere biglietti a prezzo pieno, con un danno evidente per i cittadini».

«Prezzi spropositati – incalza quindi il sindaco di Catania – anche per lunedì 11 maggio, ben quattro giorni dopo l’incendio. I primi voli della mattinata da Catania a Roma, che decollavano dalle 6.35 alle 7.20, costavano addirittura da 204 euro a 434 euro (quest’ultimo di Alitalia). Stupisce, però, che nello stesso giorno, i primi voli della mattinata da Cagliari a Roma, che partivano dalle 6.20 alle 11.30, avevano un costo che variava solamente da 58 euro a 82 euro. Insomma durante quella giornata il rapporto di prezzo tra Catania e Cagliari per andare a Roma è stato di circa 4 a 1».

«Questi episodi – dice ancora Bianco – dimostrano come le compagnie aeree che volano su Catania, soprattutto Alitalia, continuino a mantenere i prezzi della fascia più alta, cosiddetta “Libera”, anche in condizioni così disagevoli e in un momento di emergenza, eliminando i voli della fascia “Promo” ed “Economy”. Una corsa verso l’alto dei costo dei biglietti che prescinde dall’emergenza di questi giorni e che avviene da sempre con costanza, quasi fosse una regola, in modo non accettabile non solo per i voli da e per Catania ma anche in quelli da e per Palermo».

«Tali speculazioni – conclude Enzo Bianco – non sono degne né di un’area dal grande sviluppo economico, turistico, commerciale come quella della Sicilia orientale e del Distretto Sud-Est, il cui unico mezzo di trasporto per raggiungere le altre parti del Paese è quello aereo, né dell’aeroporto più grande del Mezzogiorno che serve quasi tutta la Sicilia».

Consolarci perché adesso ci sono 14 treni che collegano Catania e Palermo, impiegando quasi tre, ore, è veramente troppo poco.

Mat

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