“Dove fiorisce la Jacaranda”, Marina Suma ha inaugurato la terza edizione. Domani occhi puntati sul Finger lime

Marina Suma e Salvatore Bonajuto

Marina Suma e Salvatore Bonajuto

Etna, sole, piante e uno dei più bei giardini italiani. Ha aperto i battenti stamattina, nella meravigliosa cornice del giardino di Villa Trinità a Mascalucia, Dove fiorisce la Jacaranda, la mostra mercato di piante del giardino mediterraneo, giunta quest’anno alla terza edizione in una veste rinnovata. Il terzo anno è traguardo importante, ma rappresenta anche un nuovo inizio – ha spiegato Salvatore Bonajuto, ideatore dell’evento e padrone di casa. In questa occasione, ho voluto che il protagonista assoluto fosse il giardino, nel suo continuo mutare. La terza edizione è come se fosse una rinascita – ha continuato – rappresentata da questo luogo vivo, in continuo movimento. Ho pensato di aprire quello di casa mia – ha aggiunto – per dare un messaggio: il bello ci circonda, va condiviso, curato e amato. Io ho la fortuna di possedere questo giardino in movimento e ho deciso di condividerlo con i miei concittadini, molti dei quali non sanno cosa può nascondersi dietro un cancello”.

Numerosi gli espositori, alcuni dei quali veramente d’eccezione. A cominciare da Marina Suma, madrina della manifestazione, che ha esposto la sua collezione di monili Leni, pezzi unici dipinti a mano. “Sono tutti creati con la carta pesta, materiale che lavoro da dodici anni – ha sottolineato l’attrice. Questi monili nascono perché avevo voglia di realizzare qualcosa che le signore e le ragazze potessero indossare sempre, e donare qualcosa di mio alle altre donne. L’ispirazione mi è venuta dall’isola di Salina dove vado tutti gli anni – ha continuato – un luogo meraviglioso, pieno di colori. Questi oggetti non rappresentano solo una cosa in sé, ma l’amore che ho messo nel farli. Nelle mie creazioni ci sono due elementi, la mia Napoli e la Sicilia”.

Passando per i magnifici dipinti di Stefano Rapisardi, l’artista nato a Mascalucia e scomparso da poco. A esporre le magnifiche opere, la vedova Mariella. “Mio marito amava l’Etna e il mare – ha raccontato – e, in base ai periodi, li ha raffigurati sia in maniera classica che in maniera astratta. Il suo è un astrattismo che si collega a Picasso – ha aggiunto – che lui conosceva personalmente”.

Visitare la mostra è un’occasione anche per vedere all’opera lo scultore svizzero Jacques Basler – ideatore della biennale di Filicudi, la più piccola al mondo – mentre realizza la scultura in metallo pensata per il ninfeo. “Non mi piace definire le mie opere – ha detto. Mi interessa l’arte e la sua evoluzione. Ogni persona che ha un passato, una cultura, la interpreta in modo personale. Dipende dal vissuto, dalla provenienza. Io ad esempio sono nato in Svizzera. Rappresento quello che per me è bello e che a ognuno regala qualcosa di diverso. Questa scultura, in particolare – ha spiegato – dati questi tempi di crisi e difficoltà, anche etiche e morali, rappresenta la leggerezza. Ho scelto gli uccelli perché voglio dire che la vita è questa e va presa così. Se è possibile, con ottimismo”.

La mostra proseguirà anche domani, dalle 9,00 alle 20,00. Tra gli ospiti il vivaista Francesco Genovese che, alle 17, parlerà del Finger lime.

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