Tsipras il nuovo eroe dell’Unione Europea e quello schiaffo alla Merkel che vale milioni di euro

Tsipras (wikipedia)

Tsipras (wikipedia)

Giusto per intenderci, il testo del referendum su cui ha votato il popolo greco domenica scorsa era se accettare o meno la bozza di accordo che la Commissione europea, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale avevano presentato al loro governo lo scorso 25 giugno. Votando No non accettavano la proposta, votando sì l’avrebbero accettata. Hanno vinto i No e non di poco, ma questo ormai lo sappiamo tutti, ed è poco importante sapere se i greci conoscevano il dettaglio di quello che l’accordo conteneva. Hanno scelto per quello che hanno capito, per quello che hanno vissuto in questi ultimi anni di privazioni e crisi. Più del 61% ha votato per Tsipras e il suo governo consegnando a lui il futuro del loro Paese che non dev’essere e non sarà per forza un “Grexit”, cioè un’uscita dall’Unione Europea, ma rappresenta allo stesso tempo un punto fermo su tutto ciò che riguarderà l’Europa da ora in poi. In questo ha perfettamente

Ironie sui social

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ragione Feltri che sul suo giornale ha scritto che in Europa nulla sarà più come prima. Nulla. Ecco perché Tsipras, a dispetto di tutto quello che in tanti dicono e ridicono fino allo sfinimento – non si capisce se per convincere gli altri o se stessi – rappresenta l’icona del nuovo eroe. Quello che è riuscito a dare uno schiaffo alla Merkel. E quello schiaffo sono in tanti che avrebbero voluto darglielo. Siamo in tanti! E Tsipras l’ha fatto coronando i sogni di Stati come l’Italia che da anni non fanno altro che calare la testa a un’Europa che decide quante tasse dobbiamo pagare, quanto cioccolato va messo nella cioccolata, se la pizza va cotta nel fogno a legna e se in quel forno a legna ci possiamo mettere la legna oppure no. Quell’Europa che decide quante arance straniere dobbiamo importare a fronte delle nostre da buttare, infischiandosene non solo del fatto che la pizza o la cioccolata fanno parte della tradizione e che non può decidere di cambiarla solo perché a loro magari conviene promuovere catene alimentari che sfornano prodotti in serie cotti in cucine industriali che vendono a prezzi standard.

Angela Merkel (cropped wikipedia)

Angela Merkel (cropped wikipedia)

Il problema è la pizza? Non solo, il vero problema sono le tasse, la capacità di acquisto che non abbiamo più, i soldi che non bastano e il governo italiano che non riesce a imporsi in nessun modo e l’ha dimostrato ancora di più in questi giorni mentre la Merkel e Hollande da una parte hanno fatto comunella e dall’altra attendono (per iscritto) le proposte di accordo da Tsipras.
Cosa succederà da un punto di vista economico forse è facile da capire per gli economisti. Eppure sembra strano che la Merkel non abbia messo sul tavolo le sue dimissioni o che qualcuno non gliele abbia chieste dopo che un topolino è riuscito a scalare la montagna. Questo vuol dire che la Grecia ha risolto tutti i suoi problemi economici? Vuol dire che pagherà domani i propri debiti? Il no è d’obbligo a entrambe le domande, ma non è difficile immaginare che Tsipras chiederà nuovi aiuti economici, magari ottenendoli.

Yanis Varoufakis (wikipedia)

Yanis Varoufakis (wikipedia)

È Tsipras il nuovo, è Tsipras quello che ha messo in piedi una rivoluzione in una settimana rifiutando gli accordi dell’UE, indicendo un referendum e ottenendo il risultato che voleva a dispetto di tutte le previsioni che il mondo gli ha scaricato addosso. Se non è un eroe questo, ditemi in questo mondo chi lo è senza essere uscito dallo schermo di una sala cinematografica o da un libro di narrativa. E adesso che è lui il vincitore, sono in tanti a cercare di salire sul suo carro (dalla sinistra ai grillini ai leghisti) magari facendo finta che la sua (di Tsipras) vittoria sia anche la loro. Una vittoria in cui loro nulla hanno messo. Nulla.
E adesso cosa succederà? Intanto dopo la vittoria del referendum la Merkel è corsa da
Hollande probabilmente in cerca di aiuto e conforto. Varufakis, il ministro dell’economia greco si è dimesso per aiutare le trattative di Tsipras e in questo la Merkel – che è quella che ha perso – sembra aver vinto. Intanto Renzi, in missione in Svizzera, ha inneggiato all’Europa, dichiarando che “è questa l’Europa che ci piace”, cioè quella che non fa parte dell’euro. Mah! Tsipras dal canto suo, per non sapere né leggere né scrivere, una proposta scritta non l’ha portata, ma ha chiesto 7 miliardi di euro. Glieli daranno? Non glieli daranno? Il governo greco, ovvero Tsipras, ha intenzione di offrire controproposte? O cercherà di mettere in scacco l’Europa forte del risultato del referendum, del possibile accordo con Russia e Cina e in aperto contrasto con i desiderata di Obama?

Monica Adorno

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