La rivolta della città per le Strisce blu a 1 euro. Per la ratifica manca il passaggio in Consiglio

05 A - SostareCATANIA – Manca ancora il fondamentale passaggio in Consiglio comunale – unico organo cui spetta la scelta – ma già la notizia ha provocato alcune fibrillazioni. Già, perché la proposta – in effetti approvata dalla Giunta comunale – di aumentare la tariffa della sosta a pagamento a un euro in alcuni punti della città ancora da definire, ha scatenato numerose reazioni, non solo da parte dei consiglieri comunali che, spiazzati dalla decisione presa in Giunta, hanno comunque sottolineato come sia necessario il voto favorevole da parte dell’assemblea cittadina e come l’esito della stessa non sia scontato. Ma soprattutto da parte dei commercianti e degli esercenti che hanno letto questa scelta come un’ulteriore vessazione nei confronti della cittadinanza e, in particolare, del comparto commercio, già in enorme sofferenza.

05 A - Francesco Sorbello Confcommercio 05 A - Foto Enzo BiancoPer quanto riguarda i rappresentanti dei cittadini, è Vincenzo Parisi, presidente della commissione consiliare permanente al Bilancio, a sottolineare come non si possa parlare di aumento delle tariffe, di fronte a elementi che il consigliere definisce “poco chiari” in relazione alla gestione dell’azienda partecipata Sostare. Elementi che lo stesso Parisi, insieme al presidente della commissione permanente alle Partecipate Michele Failla, aveva evidenziato, chiedendo spiegazioni all’amministrazione, in occasione della seduta di Consiglio comunale sul piano di riordino delle società collegate al Comune, tra cui appunto Sostare. I due hanno sottolineato la questione dei cosiddetti super minimi (una sorta di premio produzione) di cui avrebbero goduto solo alcuni dirigenti della società che si occupa della sosta per 280mila euro. “Sono più del doppio di quanto si spendono in Asec, Trade, Amt e Multiservizi – hanno sottolineato – però, nel 2013, il bilancio di Sostare ha chiuso in negativo di 193mila euro”.

Insomma, per i consiglieri il problema sarebbe legato alla gestione economica dell’azienda, al bilancio e al contratto di servizio, approvato in Giunta ma che la commissione al ramo non ha ancora visto.

“Sono esterrefatto – afferma Parisi – degli annunci che vengono diffusi senza che vi sia stato il passaggio del contratto di servizio in Commissione Bilancio e in Consiglio comunale. Noi non lo abbiamo visto – prosegue – e non conosciamo la situazione economica dell’azienda partecipata, per cui non comprendiamo le motivazioni di questa decisione che, ripeto, diventerà reale solo dopo l’approvazione da parte dell’assemblea”.

Dura, durissima, la reazione dei commercianti secondo cui l’intento dell’amministrazione sarebbe quello di tagliare le gambe a quel poco che rimane di uno dei settori traino dell’economia cittadina. Il vice direttore provinciale di Confcommercio, Francesco Sorbello, scrive infatti una dura lettera al sindaco e alla sua squadra, accusando l’uno e l’altra di incompetenza. E chiedendo ai consiglieri comunali di impedire l’aumento della tariffa.

Ci appelliamo a Voi Consiglieri Comunali perché il Sindaco Bianco ha scelto di non confrontarsi con l’Associazione Commercianti di Catania – Confcommercio, ci sfugge, non risponde agli inviti ad incontrarci e con la Sua squadra di assessori continua a brancolare nel buio dell’incompetenza – scrive Sorbello. Ci rivolgiamo a Voi ben volentieri perché avete dimostrato libertà e senso critico, capacità di ascolto e concretezza, quella che serve specie nei momenti di difficoltà. Con voi si può discutere, mentre dovremmo convincerci che forse non val più la pena tentare, come abbiamo fatto, la ricerca del dialogo con il Sindaco”.

Non solo accuse. Sorbello e i commercianti argomentano anche la loro contrarietà alla scelta: “È strategicamente sbagliato aumentare la sosta oraria ad 1 euro, si penalizzano in modo indiscriminato tutti gli utenti della Città, ad iniziare da quelli del commercio cittadino fatto da migliaia di imprese. Ma inutile spiegarlo a sindaco ed assessori. Non hanno capito che bisogna trattare in modo diverso, in termini di possibilità e costo della sosta, le due principali componenti dei flusso veicolare: l’utenza stanziale che in città produce reddito e l’utenza che in città viene a consumare reddito e a usufruire dei servizi della città. Non l’hanno capito, che disastro! Che disastro! Sindaco e Giunta, invece, fanno di tutto per indirizzare proprio questa utenza nei centri commerciali: sono i loro migliori alleati. La verità è che le perdite di Sostare il Sindaco Bianco e company le scaricano sui cittadini. Un’altra tassa sul cittadino in nome dell’incapacità dell’inefficienza, di scelte sbagliate in capo a Sostare. Ed a questo punto ci chiediamo come può una società che gestisce in monopolio circa 6000 stalli a parcheggio avere un deficit. Dovrebbe produrre, come in passato, utili (considerevoli) e invece ha debiti”.

Le accuse non arrivano solo da Confcommercio. Anche Luciano Zuccarello, dirigente regionale di Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale, spara a zero contro l’Amministrazione: «Dopo le alchimie del mago sindaco Enzo Bianco come l’abbattimento del ponte al Tondo Giorni, le rotonde-triangolo di via d’Annunzio/corso delle Province, le chiusure test del lungomare e la non presentazione della delibera sui dehors, continua la mattanza del commercio a Catania con la proposta di aumentare il costo delle strisce blu di sostare
«La volontà unilaterale del Comune di aumentare le tariffe di Sostare – continua Zuccarello – nel centro storico, in zone non ancora note e senza nessun confronto con le associazioni dei commercianti, non solo non tiene conto delle difficoltà del settore commercio ma penalizza l’intera città. Sarebbe opportuna – conclude – una strategia mirata, e condivisa, da parte “dei Maghi” dell’amministrazione per cercare di aiutare un settore trainante per l’economia di Catania».

M.T.

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