Da Papa Francesco un monito per salvaguardare l’ecologia. I veleni abbandonati Madre Natura ce li restituisce sempre

02 C - La zona industrialeCrescere sviluppando una cultura ecologica, proteggere il pianeta o l’ambiente in cui viviamo è ormai un argomento di cui tutti conosciamo l’esistenza. Cumuli di spazzatura, cassonetti di rifiuti dati alle fiamme, carcasse di animali lungo le strade asfaltate, piazzuole di sosta lungo i bordi delle strade trasformati in depositi di rifiuti a cielo aperto, fiumi e canali trasformati in fogne a cielo aperto, scarichi fognari che versano in mare in modo incontrollato, boschi date alle fiamme e… e potremmo continuare. Eppure tutto questo non fa più scandalo. Siamo abituati ad avere di fronte problemi di cui nessuno più si ribella – ma è la Natura stessa a farlo e ce lo dimostra in tutte le stagioni. Quello che diamo Lei ce lo restituisce con gli interessi, ci coinvolge sempre più in situazioni drammatiche: terremoti, uragani catastrofici sempre più frequenti, siccità prolungate, alluvioni, bombe d’acqua, innalzamento del livello del mare, ecc. L’ecologia trascurata, l’atmosfera inquinata e le altre minacce relative al clima, sono tutti fattori emergenti che reclamano impegno e responsabilità. Forse non ci rendiamo conto che il terreno assorbe la sporcizia come una spugna, la deposita nelle falde acquifere e poi ce la restituisce con gli interessi, silenziosamente, tramite i nostri rubinetti.

Esiste un rapporto intimo fra uomo e natura, come tra cavallo e cavaliere, che in nessun modo si può spezzare e su questo tema alcuni mesi fa è partita una campagna di sensibilizzazione: “Il Patto dei Sindaci” sottoscritto da circa 40.000 sindaci, compreso quello di Catania e dei paesi etnei, che non riesce a decollare per la burocrazia o per la crisi economica in cui vivono anche le Pubbliche Amministrazioni.

Papa Francesco

Papa Francesco

Salvaguardare il creato per limitare il surriscaldamento della terra è voluto anche da Papa Francesco, che ha voluto incitare i governi per affrontare i problemi legati all’ambiente e al contesto sociale in cui viviamo. Egli, infatti, alcuni mesi fa, ha lanciato un grido, una Enciclica, il “Laudato sì”, che ha come tema la salvaguardia del creato, un testo che, in poco tempo, ha fatto eco in tutto il mondo. Facciamo tesoro delle parole del Papa, occupiamoci dell’ambiente, tutti, ora, all’unanimità, nel pieno rispetto delle regole. In un impegno che non è solo una questione ecologica da rispettare bensì un impegno sociale, perché il problema investe tutti, come una nube tossica che avvelena coloro che l’hanno provocata.

L’ecologia è parte integrante dell’umanità e il suo rispetto è propriamente un’azione sociale. Questi sono i problemi di fondo, e non possono essere risolti soltanto dai singoli, ma anche e soprattutto dalla politica e dalle Pubbliche Amministrazioni.

I dati statistici sono ancor più allarmanti: ogni anno 34.500 italiani muoiono avvelenati di inquinamento atmosferico, di questi 22.500 vivono al nord, i dati si riducono per chi vive al centro al sud e sulle isole. Pur tuttavia il rispetto dei limiti di legge salverebbe molte vite umane e un consistente risparmio di spese sanitarie, così come ribadito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità

Sono questi i poco incoraggianti dati dell’impatto atmosferico nel nostro Paese secondo il progetto di valutazione integrale dell’impatto dell’inquinamento atmosferico sull’ambiente e sulla salute.

Carmelo Santangelo

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