“Il Castello Ursino è liberato”, Salvaiciclisti Catania esulta: “Un successo di collaborazione tra pubblico e privato”

Castello Ursino CataniaCatania – L’obiettivo di Salvaiciclisti Catania è quello di sollecitare l’Amministrazione comunale ad adottare buone pratiche e provvedimenti che applichino la mobilità sostenibile nella nostra città, seguendo l’esempio di città virtuose, che grazie a una mobilità più ecologica e più efficiente hanno guadagnato, in termini di vivibilità e di economia, favorendo turismo e impresa privata. Tra i progetti portati avanti da Salvaiciclisti ci sono anche progetti di pedonalizzazione a macchia di leopardo in tutta la città, fra questi si colloca quello della zona antistante il Castello Ursino. Un monumento storico ed artistico importante non meritava un parcheggio proprio davanti il prospetto, da qui l’idea di promuovere una petizione popolare per chiedere la creazione di una zona pedonale in un’area in cui, fra l’altro, si trova un prezioso portale risalente agli inizi del XVIII secolo e appartenente alla chiesa San Nicolò Minore. La petizione, sostenuta dalle associazioni Gammazita, Comitato Antico Corso, Mobilità Catania, CentroContemporaneo, Fare (Catania), Etna ‘Ngeniousa, attraverso la mobilitazione online e le firme raccolte durante la festa “Castello Ursino Liberato” di maggio, ha ottenuto molti consensi, raccogliendo centinaia di firme in pochi giorni.

Logo SalvaiciclistiDa ieri l’amministrazione Comunale ha iniziato i lavori per la pedonalizzazione dell’area e speriamo che residenti, avventori dei locali e cittadini tutti sappiano rispettare e custodire come cosa preziosa perché più la piazza è ordinata, pulita e vivibile più gli edifici circostanti, il Castello ed il quartiere saranno riqualificati e valorizzati. In più riteniamo questo un successo di collaborazione fra Pubblica amministrazione e cittadini che hanno a cuore la propria città.

Ovviamente il nostro ringraziamento va oltre che al sindaco anche all’assessore D’Agata, al Comandante dei Vigili Urbani Belfiore ed al suo vice Sorbino. Mentre al prof. Inturri e agli esperti dell’Università di Catania va la nostra gratitudine per fornire un valido supporto scientifico alle nostre azioni.

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