L’esercito dei forestali vince sulla cultura. L’Ars stanzia fior di milioni per i guardia boschi e tiene chiusi i musei

02 B - forestaliUn esercito. Sono definite così le migliaia di Forestali siciliani. Molti, moltissimi di più rispetto alla media nazionale: oltre 25 mila persone contro i poco più di 400 dell’intera Regione Liguria o del Piemonte, o le 152 unità del Molise (fonte Ilfattoquotidiano). Delle decine di migliaia di guardia boschi impiegati in Sicilia, tra l’altro, appena il 3 per cento – poco più di 800 unità – sono a tempo indeterminato: le altre – l’esercito vero e proprio – ha contratti precari e viene impiegato solo cinquanta giorni l’anno.

Ed è qui il vero gap della Sicilia rispetto al resto d’Italia: la Regione paga una quantità di addetti alle foreste e ai boschi di gran lunga superiore all’estensione del verde e, così facendo, mantiene un precariato atavico che, di volta in volta, non appena le casse della Regione languono oppure occorre rivedere la voce delle spese, scende in piazza, paralizza le città, pressa a dismisura fino a quando il circolo vizioso non si rimette in moto.

È proprio quanto è avvenuto a Catania e a Palermo qualche giorno fa: capitanati dai sindacati Fai-Flai-Uila centinaia di forestali hanno paralizzato le vie centrali delle due città – i segretari sono arrivati a incatenarsi di fronte la Prefettura etnea – per spingere l’Ars ad approvare l’emendamento milionario per salvare i posti di lavoro.

02 B - Forestali in protestaPressione che ha puntualmente dato i suoi frutti, con l’approvazione di un emendamento che rende immediatamente spendibili 7 dei 16 milioni – approvati dalla commissione Bilancio – che l’assemblea si appresta a ratificare per il finanziamento dei lavori forestali in Sicilia. Ma resta sempre la seduta di giorno 9 novembre del CIPE, che finalmente sbloccherà le somme milionarie per coprire interamente il servizio.

Salve la capre – non ce ne vogliano i lavoratori forestali – restano da pelare i cavoli: soldi pubblici spesi per personale che, a detta di molti, non serve, non certo in tali proporzioni: nel comune di Solarino, nel siracusano, che conta meno di diecimila abitanti, ad esempio, i forestali sono ben 437. Tanti, troppi considerato che, nella stessa Sicilia i musei regionali restano chiusi per mancanza di personale.

Proprio così: la Regione non ha impiegati da utilizzare nei siti museali, nei parchi archeologici che, spesso, restano chiusi oppure osservano orari non proprio turistici – ad esempio, chiudono nei giorni festivi o all’orario di pranzo. Provocando ricadute di immagine per l’Isola, oltre che economiche.

La proposta di Orazio Licandro

02 B - forestali 2Ne è convinto l’assessore alla Cultura del Comune di Catania, Orazio Licandro che, proprio per ovviare a questo gap, ha presentato in Giunta una delibera per fare in modo che, il 30 per cento di quanto ricavato dallo sbigliettamento nei siti regionali rimanga in città in modo da essere reinvestito nei musei e nei parchi archeologici, consentendo di migliorare i servizi, a partire dall’orario di apertura.

“Se i forestali potessero essere impiegati, ad esempio, nella gestione dell’anfiteatro romano di piazza Stesicoro – afferma – potremmo aprire il bene più a lungo. Questo sarebbe un vantaggio per tutti i siti – continua – e rappresenterebbe un segnale importantissimo. Noi comunque – conclude – abbiamo pensato a una convenzione davvero innovativa con la Regione che, se approvata dal Consiglio comunale, ci porterà notevoli vantaggi”.

M.T.

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