Allerta neve, scuole aperte e paradossi. A Nicolosi l’Ipssat Chinnici manda gli studenti a casa dopo un’ora

Per resistere al freddo studenti in classe con cappelli, cappotti guanti e persino una bella coperta. E stamattina il plesso di via Moro è chiuso per “cause di forza maggiore”

02 A - Presa e Vena 3C’è troppo caldo, si chiudono le scuole. C’è troppa acqua, si chiudono le scuole. C’è troppa neve, si chiudono le scuole. Ma non va sempre così.
Da domenica l’inverno ha deciso di presentarsi in Sicilia con tutti i crismi prevedendo neve persino a 500 metri sul livello del mare, cioè in quei paesini che dell’Etna vedono solo l’immagine da lontano. E finché si tratta di neve poco importa, ma se è il gelo il protagonista del momento le cose diventano più complicate e alcuni sindaci si sono ritrovati a dover gestire una situazione inaspettata. E lo hanno fatto. Qualcuno – il sindaco Giovanni Leonardi di Mascalucia – si è alzato durante la notte si è procurato il sale necessario per fronteggiare il gelo e lo ha sparso personalmente nelle strade in cui il ghiaccio minacciava la sicurezza degli automobilisti. Ok fin qui tutto sembra tutto a posto, vero? Ma non è così.

NicolosiLunedì sera il sindaco di Nicolosi, Nino Borzì, dopo aver letto l’allerta della Protezione Civile che prevedeva neve sopra gli 800 metri decide di non chiudere le scuole, forte anche del fatto che i mezzi spargisale erano già attivi sul territorio e che Nicolosi non è proprio nuova alla neve. Detto, fatto. Studenti a scuola e genitori a lavoro.
Peccato che ieri mattina, a Nicolosi, il termometro segnava -1° e che in alcune scuole non esistono (o non sono funzionanti) riscaldamenti o condizionatori a pompa di calore. Ecco perché nel plesso di via Marconi dell’Ipssat Rocco Chinnici i ragazzi vanno a scuola muniti di guanti, cappello e giubbotto per camminare all’aperto e di una coperta calda per stare in classe, seppur redarguiti da alcuni insegnanti che non vedono consono questo “abbigliamento”. Ora, avranno anche ragione a imporre il bon-ton, ma stare seduti al freddo gelido di una mattina umida e senza sole in una scuola in cui il riscaldamento è solo una definizione da dizionario, forse non è il modo migliore per apprendere e studiare quattro-cinque ore di fila.
Che non era il bon ton la regola più logica da seguire lo ha capito quasi subito la dirigente scolastica che alle nove e un quarto del mattino (o giù di lì) ha deciso che i ragazzi potevano tornare a casa.
Meglio ancora se, a prenderli a scuola, fossero venuti i genitori che, si sa, non hanno nulla da fare e possono andare e tornare dal posto di lavoro a loro piacimento. Per i pendolari, la maggior parte degli studenti che frequentano l’istituto, c’erano gli autobus i cui autisti hanno caricato chi era già uscito dalle classi mentre gli altri studenti sono rimasti lì ad attendere. Insomma, un vero e proprio pandemonio sintomo di una disorganizzazione tutta italiana.

Home page Ist. Rocco Chinnici Nicolosi

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Ora, il problema non è capire se e quanto nevicherà, se e quanta acqua e vento farà. Il punto è riuscire a utilizzare le informazioni che arrivano concordandole con quelle che si hanno già. In altre parole, se è prevista neve e le strade sono impraticabili ma sono attrezzato ad affrontare l’emergenza il problema non esiste. Se sono impreparato ad affrontare il problema devo prendere le decisioni migliori per offrire ai cittadini il meglio. E in questo meglio va incluso anche lo stato di fatto in cui versano gli edifici scolastici.
Detto ciò, che senso ha dire che le scuole domani saranno aperte se poi lo saranno solo per un’ora? E la domanda non è rivolta al sindaco Borzì che non ha competenza sull’alberghiero, ma alla Provincia regionale di Catania e a chi l’istituto lo presiede.
E le stranezze non mancano neanche oggi. Stamattina infatti nella home page dell’Istituto Rocco Chinnici campeggia un avviso “Il plesso di via Moro oggi non aprirà per cause di forza maggiore”. Quali cause? Dal sito dell’Istituto non è dato sapere.
Monica Adorno


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