L’omicidio stradale è legge e c’è già il primo arresto… o si tratta della prima vittima?

Il primo incidente mortale dall’entrata in vigore della L. 41/2016 è avvenuto nel napoletano e per la prima volta non è il morto a fare notizia ma l’arrestato

02 A - omicidio stradaleÈ più importante la vita di un uomo o un arresto? Se l’arresto è il primo del suo genere fa più notizia l’arresto e non il fatto che un uomo, o meglio un ragazzo di 28 anni ha perso la vita in un incidente automobilistico. Qualcuno potrebbe obiettare – e l’ha fatto – che “era il primo che arrestavano per omicidio stradale. Che l’incidente è capitato nello stesso giorno in cui è entrata in vigore la legge. Nel napoletano guarda un po’, a Somma Vesuviana per essere precisi. E poi – obietta ancora il mio interlocutore – il tizio che è stato arrestato era senza patente, gliel’avevano revocata nel 2011: lui proprio non ci poteva né doveva stare in quell’auto. E non è tutto: non solo guidava una macchina senza revisione, ma andava alla velocità di 100 km/h con un limite imposto di 40 km/h”.
Ma il ragazzo che è morto come si chiama? “Non lo so” mi risponde lui. E non è l’unico a non saperlo. Insomma, il nome di questo ragazzo non interessa a nessuno. Spessissimo non viene neanche citato negli articoli che parlano di questo primo arresto, soprattutto sulle testate nazionali. Insomma sembra che a nessuno importi nulla di Antonio Tufano, il ragazzo morto, che guidava tranquillo nel suo lato della carreggiata. Eppure si sa tutto di Alessandro Pepe: ha 37 anni, è stato posto immediatamente agli arresti domiciliari, ha riportato alcune ferite durante l’incidente da lui provocato e in macchina aveva due nipotini di 10 e 12 anni i quali fortunatamente non sono in pericolo di vita. Cosa non avrebbe dovuto fare Pepe con l’auto l’abbiamo scritto poche righe più sopra. Tutto questo vi sembra giusto?

La domanda che faccio a voi è la stessa a cui ho cercato di rispondere io. E credo che la notizia avrebbe dovuto avere lo stesso valore che avrebbe avuto il giorno prima della pubblicazione della legge, con le lacrime di commozione per una vita, una giovane vita, che non c’è più. Non l’esatto opposto. Poi ben venga tutto, anche l’arresto in flagranza di reato per un incidente che si sarebbe potuto evitare se solo certuni non si mettessero al volante convinti di essere padreterni.
Stupidi e boriosi padreterni contro i quali è bellissimo sapere che c’è una legge che li penalizza. Certo è stato necessario un voto alla fiducia per far passare la legge sull’omicidio stradale, ma è andata. Dal 23 marzo il ddl votato alla Camera il 2 marzo (con 149 voti favorevoli, 3 no e 15 astensioni), firmato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale è diventato legge, la n. 41 del 23 marzo 2016. #Finalmente ha dichiarato Matteo Renzi alla fine delle votazioni e questa volta possiamo anche dargli ragione.

Per chi ha continuato a chiedersi chi fosse Antonio Tufano ho saputo che oltre ad avere 28 anni, aveva perso il padre pochi anni fa e da pochissimo, a causa di una brutta malattia, anche il fratello. Era innamoratissimo della sua fidanzata, frequentava la parrocchia e tifava per il Napoli. Sul suo profilo di facebook aveva postato tempo fa un inno al sorriso a dispetto di questo mondo grigio, ma questi sorrisi non potrà farli più. Né lui né sua mamma con la quale viveva.
Se state pensando che da sabato a ora non ci sono stati incidenti mortali in Italia, siete in errore. È morta una bimba di sei anni in Puglia perché si è staccato il rimorchio attaccato a un suv. Sono morti padre e figlio in Piemonte mentre andavano su un mezzo a due ruote per colpa di una macchina che ha perso il controllo. Ma in nessuno di questi casi si è parlato di omicidio stradale. Di certo il caso della bambina non ci rientra e il secondo? Per capire è giusto ricordare che le prime righe della nuova legge recitano così: «Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazioni delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da 2 a 7 anni». E questo anche se l’Unione delle Camere Penali italiane è fortemente contraria a questa legge e parla di “mistificazione” e di “arretramento verso forme di imbarbarimento del diritto penale”, una norma priva di utilità e “destinata a placare soltanto l’allarme sociale che questi fatti suscitano”. E questo anche se l’Unione delle Camere Penali italiane è fortemente contraria a questa legge e parla di “mistificazione” e di “arretramento verso forme di imbarbarimento del diritto penale”, una norma priva di utilità e “destinata a placare soltanto l’allarme sociale che questi fatti suscitano”.
Monica Adorno

Le novità previste dalla nuova legge

Omicidio stradale plurimo. Nel caso il conducente provochi la morte di più persone oppure la morte di una persona e lesioni, anche lievi o lievissime, di un’altra persona o più persone, il limite massimo di pena stabilito è di 18 anni.
Lesioni stradali. Aumentano le pene se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se invece il colpevole ha un tasso alcolemico fino a 0,8 g/l o se l’incidente è causato da manovre pericolose la reclusione sarà da 18 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime.
Conducente mezzi pesanti. L’ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica ai camionisti e agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l.
Fuga del conducente. Se il conducente fugge dopo l’incidente scatta l’aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni per le lesioni. Altre aggravanti sono previste se vi è la morte o lesioni di più persone oppure se si è alla guida senza patente o senza assicurazione. La pena è invece diminuita fino alla metà quando l’incidente è avvenuto anche per colpa della vittima.
Revoca della patente. In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 10 anni (omicidio “semplice”) 15 anni (omicidio) 20 anni se il colpevole ha precedenti per droga e alcol, fino a 30 anni in caso di fuga. Per lesioni la revoca è per 5 anni, salgono a 10 per droga e alcol e a 12 in caso di fuga.
Raddoppio della prescrizione. Per il nuovo reato di omicidio stradale sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio in flagranza nel caso più grave (bevuta ‘pesante’ e droga). Negli altri casi l’arresto è facoltativo. Il pm, inoltre, potrà chiedere per una sola volta di prorogare le indagini preliminari.
Perizie coattive. Il giudice può ordinare anche d’ufficio il prelievo coattivo di campioni biologici per determinare il dna. Nei casi urgenti e se un ritardo può pregiudicare le indagini, il prelievo coattivo può essere disposto anche dal pm.
Diminuzione della pena. La pena è diminuita fino alla metà quando l’incidente è avvenuto con il concorso di colpa della vittima o di terzi.

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