Immobili. Comfort, energie rinnovabili e consumi azzerati. Ecco cos’è una PassivHaus

Si tratta di una costruzione che sfrutta al massimo le energie rinnovabili garantendo comfort e una riduzione dei consumi di 1:10 rispetto a un immobile tradizionale. In Sicilia ce n’è solo una, a Mascalucia, ma ce ne sono altre cinque in costruzione

03 A - IMG_7342 lowLa Passiv Haus è una casa come tutte le altre con una grande, sostanziale, differenza rispetto a quelle classiche che consiste nel riuscire a ridurre i consumi con un rapporto 1:10 tra spese previste in una casa tradizionale o in una PassivHaus. Il nome è tedesco, ma esiste anche in inglese e si traduce Passive House, mentre in italiano diventa Casa Passiva cioè una casa a cui si riescono ad applicare tecnologie tali che le consentono di sfruttare quanto di più utile la terra, e la natura intorno ad essa, riescono a offrire. Il tutto condito da uno studio attento a tutta la fase di progettazione, costruzione e rifinitura in caso di una nuova costruzione, ma queste nuove metodologie, che rispondono al nome di protocolli, si possono applicare anche in fase di ristrutturazione.
Il punto di forza della casa passiva è quindi una ridotta spesa dedicata ai consumi (acqua, luce, riscaldamento), pari a un decimo rispetto ai costi sostenuti in un immobile normale, che si ottiene attraverso diversi step.

Il primo senza dubbio è quello di offrire alla struttura grezza dell’immobile – muri e travi – un cappotto che garantisca l’assenza di un ponte termico in modo da evitare la formazione di umidità e condensa ma anche di mantenere la temperatura interna desiderata a dispetto di quella esterna: calda o tiepida in inverno, fresca in estate. E senza la necessità di utilizzare impianti di condizionamento o di riscaldamento che facciano impennare i consumi di energia elettrica o di metano.
case e cappottoOttenere questa climatizzazione naturale è più semplice di ciò che si pensi, anche nella realizzazione. Lo si fa attraverso un impianto di aerazione che preleva l’aria dall’esterno, la trasporta lungo una conduttura che arriva fino a 3 metri sotto il livello del suolo e la immette dentro casa solo dopo averla pulita grazie a una serie di filtri disposti lungo il tragitto. Perché? Ecco il segreto. Il sottosuolo ha una caratteristica particolare, a tre metri sotto terra la temperatura è costante tutto l’anno e corrisponde alla media della temperatura che si registra durante tutto l’anno in quella determinata zona. Per fare un esempio, Catania oscilla tra i 35 gradi estivi e i 5 invernali, quindi la temperatura media che si trova a tre metri sottoterra è di circa 20 gradi. L’aria che proviene dall’esterno viaggia lungo i tubi “scambia” il proprio calore e si adegua alla nuova temperatura. Inoltre lo stesso impianto prevede un costante ricircolo d’aria, quindi se da una parte entra l’aria pulita da un altro esce quella già “usata”. I due condotti di aerazione si incontrano all’interno di un impianto (al momento viene prodotto in Svizzera) che ottimizza ancora di più lo scambio di calore o di refrigerazione.

La tipica forma di una casa araba

La tipica forma di una casa araba

Le Passiv Haus prevedono anche altri accorgimenti che vanno dall’impianto a energia solare per la produzione di acqua calda a quello fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. E qualcosa sta cambiando anche qui. Fino a questo momento infatti la produzione di energia elettrica con il fotovoltaico consente al proprietario di utilizzarla ma non di accumularla imponendo, quindi, la vendita all’Enel del surplus non utilizzato e facendo pagare l’energia consumata durante le ore senza sole. Adesso la filosofia sta cambiando e anche la pratica. In Germania la possibilità di accumulare l’energia prodotta è già un fatto e in qualche modo anche in Italia si sta andando verso questa direzione. Occorrerà ancora un po’ di tempo, ma avere delle batterie che consentano l’accumulo di energia e l’utilizzo della stessa di notte o nei giorni senza sole, non è così complicato.

Cosa hanno in più queste case? Prevedono un rapporto intelligente tra suolo costruito e suolo non edificato, in un giusto rapporto terra/cemento che garantisce un corretto deflusso delle acque e allo stesso tempo anche il rispetto dell’ambiente in cui si vive. Prevedono l’approvvigionamento, l’adeguamento e l’utilizzo delle acque piovane non solo per l’irrigazione ma anche per riempire le cassette del wc o altri usi simili. Ovviamente non manca la domotica che consente di attivare o disattivare a distanza elettrodomestici, sensori, aperture e tanto altro ivi compresa l’apertura automatica delle serrande in momenti precisi del giorno per sfruttare al meglio la luce e il calore del sole. Il tutto per sfruttare al massimo le esigenze caldo-freddo delle stagioni, grazie a una reale conoscenza del territorio, del clima, dei venti, della vicinanza o della distanza dal mare. Tecnologie nuove che prendono il passo da conoscenze vecchie utilizzate nell’antichità.

03 A - Il progetto della Passivhaus di MascaluciaNell’applicazione di questi accorgimenti anche la forma di un immobile è importantissima. Così se nei paesi freddissimi la forma a cui si tende è la sfera degli igloo, che è quella che mantiene meglio il calore, scendendo verso latitudini più calde le forme si allargano, si squadrano e assomigliano sempre di più alle case arabe che si aprono attorno a una corte. E meglio ancora se al centro di quella corte viene prevista una fontana che favorisce l’allontanamento del caldo.
In Sicilia una casa costruita con questi protocolli c’è. Si trova a Mascalucia ed è stata progettata e finita dall’ing. Carmelo Sapienza di CasaClima tramite un progetto intitolato Botticelli. Al momento questa è l’unica casa in Sicilia che sfrutta al meglio le energie rinnovabili, ma altre se ne stanno costruendo: un’altra a Mascalucia, una a Lentini e tre a Sant’Agata li Battiati. Sono ancora poche forse ma l’importante è iniziare, non solo per garantire a chi le abita case efficienti, ma anche per insegnare in che modo si realizzano a chi le costruisce.

03 A - BIG_A chi chiede quanto costano, l’ing. Sapienza risponde che i costi sono poco più alti rispetto a una normale edificazione. Tra l’8 e il 10 per cento in più. Se ipotizziamo un costo di costruzione di € 1500/mq, per costruire una casa passiva basterebbero 1.620/1.650 euro/mq. Si tratta, quindi di investimenti possibili e non da nababbi. Ma il vero problema è un altro. Quell’8-10% in più va calcolato sul prodotto finito che il costruttore vi darebbe a 1.500 euro/mq e che dovrebbe rispettare in toto quanto previsto dalle normative vigenti che regolano il settore. Ed è qui che casca l’asino…
Monica Adorno

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