Dal 1° giugno la Sicilia rischia di navigare in un mare di rifiuti

Stracolme le discariche dell’Isola anche se l’assessore regionale, Contrafatto, nega, intanto il 31 maggio scade l’ordinanza di Crocetta che autorizza gli ultra-stoccaggi

02 B - rifiuti-esportazioneÈ emergenza rifiuti in Sicilia. O forse no. Il governo regionale, per bocca dell’assessore all’Energia Vania Contrafatto, nega la possibilità che le discariche presenti sull’Isola siano esauste, ma sono mesi che, al contrario, in tanti lanciano l’allarme su un nuovo possibile caso Campania in terra di Trinacria.
Tra questi, il capo del dipartimento Rifiuti della Regione Domenico Armenio che, a marzo, aveva affermato, senza se e senza ma, in una lunga relazione che a breve in Sicilia la situazione potrebbe esplodere da un momento all’altro. Lo aveva fatto analizzando la situazione degli impianti presenti sull’isola, per evidenziare al governo nazionale che, al momento, le strutture riescono a smaltire l’enorme mole di rifiuti prodotti sull’isola – si parla di 6.200 tonnellate al giorno – solo grazie ai poteri speciali che consentono di abbancare più materiale rispetto alla capacità degli stessi impianti, che è di circa 4.200 tonnellate. Poteri che da giugno la Regione non avrà più, così come i provvedimenti urgenti che, fino a oggi, hanno allontanato l’emergenza. Non solo: anche gli impianti più grandi della regione, Bellolampo e Grotte San Giorgio, a Lentini, sarebbero prossime alla saturazione. Secondo Armenio, basterebbe solo la chiusura di uno dei due per gettare la Sicilia in una situazione difficilmente gestibile.

Discariche in SiciliaDa qui la richiesta di commissariamento da parte dell’assessorato retto da Vania Contrafatto, su indicazione della giunta regionale, senza il quale alla fine del mese di maggio – ma il vero punto di non ritorno è il 31 maggio – quando scadrà l’ordinanza di Crocetta sulla quale si basa il sistema, la crisi potrebbe palesarsi, con l’esaurimento delle discariche di Gela – per cui l’assessore aveva chiesto la chiusura, decisione poi ribaltata dal Tar – e di Lentini, il cui ampliamento potrebbe non bastare per la quantità di rifiuti conferiti. A questo va aggiunto che anche l’impianto di Motta Sant’Anastasia, nonostante le proroghe, è prossimo a saturarsi.
Allarme che l’assessore, comunque, respinge con forza, affermando che la situazione generale non presenta profili di emergenza. Lo ha detto lo scorso 9 maggio. “Le discariche su cui la Regione si appoggia per il conferimento dei rifiuti non presentano alcuna criticità” – ha riferito a Livesicilia, ammettendo contestualmente che gli impianti più grandi presentano, invece, alcune problematiche, e che occorrerà conferire meno rifiuti dal momento che, a fine maggio, scade la possibilità di abbancare più tonnellate del previsto.

Crocetta

Crocetta

Per questo la giunta insiste sul commissariamento, che ha votato e che potrebbe consentire alla Regione di proseguire, di fatto, con “i poteri speciali” e tirare avanti per altri anni. Nel frattempo, si proseguirà con la realizzazione di impianti di compostaggio e biostabilizzazione, che dovrebbero – condizionale d’obbligo – allontanare l’emergenza.
“Se il governo centrale vuole portare la spazzatura all’estero faccia pure, se invece ci autorizza a utilizzare le prerogative dell’articolo 191 (del dlg 152/2006 ndr) per avviare l’impiantistica, il problema potrà essere affrontato adeguatamente” – ha sottolineato il presidente Crocetta. “Potremo costruire quegli stessi impianti – ha spiegato, Crocetta – che altri come Cuffaro non hanno realizzato quando c’era l’emergenza e la possibilità di farlo e non lo hanno fatto. Gli impianti ora li stiamo facendo noi, stiamo mettendo un argine all’emergenza, però la bacchetta magica con ce l’abbiamo” – ha concluso. Ma è chiaro che, senza l’aiuto di Stato richiesto, la situazione è destinata a precipitare. E anche velocemente.
M.T.

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