Ambiente – Dal 1° luglio Catania potrebbe essere invasa dalla spazzatura

Il 30 giugno scade la proroga imposta a Ipi – Oikos e il bando, che doveva essere pronto entro la stessa data, difficilmente potrà essere aggiudicato in tempo. Intanto l’Amministrazione prospetta nuove proroghe – a dispetto di quanto già scritto dal Tar – e i catanesi rischiano di trovarsi sommersi da rifiuti e fetore

Catania non è sola... la spazzatura sommerge anche la Grande Mela (ph Giornalimo Spazzatura)

Catania non è sola… la spazzatura sommerge anche la Grande Mela (ph Giornalimo Spazzatura)

Montagne di rifiuti, fetore, animali, pericolosi roghi. No, non è la descrizione della Campania di qualche anno fa, ma l’immagine che potrebbe assumere la città di Catania dal 30 giugno, giorno in cui scadrà la proroga al raggruppamento di imprese Ipi – Oikos che nel 2008 si è aggiudicata l’appalto quinquennale per la raccolta dei rifiuti nel territorio cittadino, scaduto e prorogato, nonostante lo stesso Tribunale amministrativo, sollecitato dai legali della società, avesse ritenuto la proroga stessa illegittima. Ma necessaria, evidenziano i giudici, da parte dell’amministrazione comunale per i ritardi nella redazione del nuovo capitolato d’appalto e per per evitare, che la città resti “priva dell’essenziale servizio di igiene urbana con le conseguenti emergenziali ambientali facilmente prevedibili”.
È un’urgenza, dunque, alla base della proroga, così come, con molta probabilità, avrà carattere di urgenza anche la nuova, probabile, ulteriore forma di estensione dell’appalto scaduto. L’amministrazione comunale infatti non ha materialmente il tempo di bandire l’appalto e aggiudicarlo in appena venti giorni.

Anche Roma si difende (ph Giornalismo Spazzatura)

Anche Roma si difende… (ph Giornalismo Spazzatura)

Nonostante l’obbligo imposto proprio dal Tar, che ha scritto “Resta fermo per il Comune – si legge nell’ordinanza datata 21 aprile 2016 – il preciso obbligo di avviare concretamente, entro la data prevista di cessazione della disposta proroga, e nelle forme di legge, la procedura di gara per il nuovo affidamento del servizio, quanto meno con la pubblicazione del bando di gara”.
Il ritardo (dettato dalla necessità di migliorare la delibera, approdata nelle commissioni pochi giorni prima del voto) con il quale il consiglio comunale ha approvato il “Piano di intervento per il servizio di gestione integrata dei rifiuti dell’ambito di raccolta ottimale” (Aro) – alla fine del mese di maggio – non lascia infatti gli spazi di manovra necessari affinché la procedura sia completata nei tempi. Se infatti sarà pronto il bando, sicuramente non ci sono i tempi per aggiudicarlo. Almeno non subito.

Ne è consapevole lo stesso assessore all’Ambiente del Comune di Catania, Rosario D’Agata che conferma come Palazzo degli Elefanti abbia proceduto alla redazione del capitolato, spedito a Palermo per la sua approvazione. “Stiamo mandando la documentazione – spiega – e dobbiamo pubblicare il bando entro il 30 giugno. La scelta prioritaria, per non interrompere il fondamentale servizio – prosegue – è quella di un’ulteriore proroga all’attuale ditta o, nel caso non fosse possibile, si procederà con l’affidamento temporaneo per alcuni mesi ad altra ditta. Ma la strada che tenteremo sarà la prima – precisa, prima di evidenziare: “stiamo procedendo con i tempi stretti che ci ha lasciato il Consiglio”.
Eppure il tempo per redigere il capitolato, condividere con i rappresentanti dei consiglieri le modalità di quello che sarà il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, c’erano tutti. Da anni, infatti, gli stessi rappresentanti dell’amministrazione avevano sollevato il problema. Salvo poi affrontarlo nei tempi giusti. Giusto per farsi un’idea, nel 2010 i tempi necessari per l’appalto furono di due anni (24 mesi) anche a causa di alcuni ricorsi fatti al Tar… insomma quella del 2016 potrebbe essere una lunga estate calda e “odorosa”.
M.T.

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