Beni culturali e beffe dalla Regione: Crocetta toglie gli incassi ai Comuni

Orazio Licandro: “Tempo sprecato quello impiegato per stipulare la convenzione con la Regione che adesso incasserà il 30% dei biglietti venduti senza assicurare i servizi”

Bianco e Licandro

Bianco e Licandro

Un brutto scherzo. È quello che ha giocato la Regione, nello specifico l’assessorato alla Cultura, ai Comuni e, in particolare, a quello di Catania, con la proposta di togliere la percentuale di incassi dalla vendita dei biglietti dei siti culturali agli Enti locali.
Una decisione che, dettata probabilmente dall’esigenza di fare cassa il più possibile, dati i tagli nel bilancio alla dotazione dell’assessorato, rischia di creare danni alle realtà, come quella etnea, che da sempre hanno utilizzato quelle entrate per investire proprio nei servizi turistici e nella valorizzazione del patrimonio.
Non solo: quanto proposto da Palermo, renderebbe di fatto nullo il lavoro avviato negli ultimi anni dall’assessorato catanese alla Cultura, retto da Orazio Licandro, sfociato in una convenzione per migliorare la gestione dei beni regionali sul territorio etneo che, dopo la decisione di togliere ai Comuni le percentuali degli incassi, diventa praticamente carta straccia.
Lo conferma a Leggini l’assessore Licandro, che commenta la decisione del governo Crocetta esprimendo “vivo disappunto”. “Un anno e mezzo di lavoro vanificato – afferma il rappresentante della giunta Bianco – la convenzione con la Regione adesso non vale più, e io spero vivamente che da Palermo rivedano la posizione. Il trenta per cento dello sbigliettamento che prima entrava nelle casse comunali ora resterà alla Regione, che già non riusciva a gestire al meglio i beni culturali, a offrire i servizi, tanto da averci spinto a chiedere di poter sopperire noi”.

02 A - Particolare Castello UrsinoLicandro evidenzia come quelle somme, fondamentali per il Comune, non serviranno a molto all’assessorato e come Catania abbia sempre reinvestito quanto incassato. “Se il problema è che molti Comuni non spendevano al meglio quei fondi – prosegue – allora sarebbe stato meglio attivare controlli puntuali e sanzionare le realtà poco virtuose. Ma questo provvedimento a pioggia – sottolinea – il fatto di aver azzerato il sistema creerà danni a chi, al contrario, su quelle somme contava”.
Insomma, per l’assessore non ha alcun senso azzerare il sistema per qualche intoppo. “Temo sia un piccolo espediente per far cassa – precisa – ma che non sarà utile al miglioramento della fruizione dei beni”.

02 A - Terme AchillianeIntanto a mobilitarsi è anche il sindaco Bianco. “Occorre rimediare a una decisione che non aiuta di certo la gestione dei beni culturali – afferma il primo cittadino, che è anche presidente del Cunes, il Comitato dei Comuni Unesco siciliani. I Comuni possono e devono essere protagonisti di un settore fondamentale per la Sicilia, mentre una decisione simile – aggiunge – contraddirebbe le indicazioni nazionali ed europee ormai consolidate in questo settore e andrebbe nel senso opposto rispetto al lavoro fatto finora di concerto con la Regione e che ha consentito di rimettere faticosamente in piedi, proprio con l’aiuto dei Comuni, molti siti culturali siciliani che negli anni hanno registrato numerosi problemi. L’aver fatto squadra con i Comuni sta già portando alla Regione risultati immediati e tangibili anche in termini economici – conclude: ecco perché siamo certi che questa decisione verrà valutata attentamente e rimodulata”.
M.T.

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