Il musical dei Promessi Sposi sorprende Catania ed è pronto ad affrontare il mondo

Al teatro Ambasciatori quattro spettacoli tutti in sold out per il musical diretto da Alessandro Incognito ottimo anche come protagonista nei panni di Renzo Tramaglino

Renzo (Alessandro Incognito) e Lucia Maria Cristina Litrico (ph Dino Stornello)

Renzo (Alessandro Incognito) e Lucia (Maria Litrico), ph Dino Stornello

Catania – Due ore e mezzo di spettacolo in due atti, trentatrè persone sul palco, musiche inedite, una produzione totalmente catanese e quattro spettacoli messi in scena in tre giorni e andati in sold out. Se si dovesse descrivere in numeri lo spettacolo “I Promessi Sposi – Amore e Provvidenza” andato in scena al Teatro Ambasciatori lo scorso fine settimana, questo darebbe un’idea dello sforzo e dell’impegno che è stato profuso da tutta la compagnia e dagli organizzatori di Poetica Eventi srl. Ma il musical dei Promessi Sposi è stato molto di più. Uno spettacolo completo sotto ogni punto di vista che ha trovato nel giovanissimo Alessandro Incognito un ottimo regista e un altrettanto bravissimo Renzo.
La storia non è un mistero, è quella che tutti abbiamo studiato a scuola, quella di Alessandro Manzoni che tante volte abbiamo mandato a quel paese. Eppure, adesso, a distanza dall’obbligo di dover studiare quelle pagine per una sufficienza da raggiungere, tutto cambia. Anche l’emozione di assaporarne il filo e ritrovarne la trama che la nostra memoria aveva sbiadito e nascosto in un angolo sperduto. Ritornano alla mente i due bravi comandati da quel Griso (Nicola Costa) che intima, a un tremante Don Abbondio (Franco Colajemma), “Questo matrimonio non s’ha da fare”. E se è da qui che tutto inizia, sul palco dell’Ambasciatori I Promessi Sposi trovano una nuova vita. Più moderna, più vitale, più coinvolgente. Con canti e balli che sono parte integrante del racconto che non procede, corre, e tiene ben saldi gli spettatori sulle loro poltrone mentre cercano di capire se quel balletto è stato ideato dopo aver amato Staying Alive, Notre-Dame di Paris o Jesus Christ Superstar oppure tutti e tre insieme. E poi c’è quella meteora esilarante di Laura Giordani che rende la sua Perpetua indimenticabile.

I due bravi dei Promessi Sposi con Nicola Costa nella parte di Griso

I due bravi dei Promessi Sposi, Luca Costantino e Nicola Costa in Griso

Ma se dietro ai banchi di scuola, questo romanzo che racconta d’amore come filo conduttore di una storia che è mille storie diverse e storia, in senso pieno, essa stessa, da spettatori le andiamo dietro e ne rispolveriamo i ricordi con un piacere che affiora in un sorriso. Si comincia da Agnese (Giovanna Manola) la mamma di Lucia che sprona i due ragazzi a non mollare. E poi quel Don Rodrigo (Carmelo Gerbaro) che si fa forte dei bravi e che per vincere la sua scommessa non si ferma davanti a nulla. Eppure anche lui verrà toccato al cuore, come l’Innominato (Emanuele Puglia) che dopo anni e anni di nefandezze cederà davanti alla dolcezza di un cuore puro. E come dimenticare il dolore della “Signora”, di quella Monaca di Monza (Grace Previti) che, seppur nel peccato, smuove il nostro senso di ingiustizia per una scelta che ha avuto imposta e che ha vissuto con una rabbia e una voglia di riscatto mai sopita, ma che ha trovato in Egidio (Bruno Gatto) un piccolo sfogo.

(ph Dino Stornello)

(ph Dino Stornello)

Eppure non è l’amore terreno il vero filo conduttore, ma quello della misericordia che sublima – arrivando davvero a commuovere – nell’incontro tra l’Innominato e il cardinale Borromeo (Giuseppe Bisicchia). Il pathos che riescono a trasmettere i due attori in questa scena si percepisce al tatto, si sente sulla pelle e lascia storditi e invaghiti. L’Innominato si pentirà e il cardinale lo accoglierà tra le sue braccia in un perdono che accoglie quella pecorella che si era smarrita. E c’è una lacrima che esce. Non perché la cosa sorprenda in sé ma perché a guardare quei due sul palco sembra che stia succedendo davvero. E il coro alle loro spalle ne suggella il sapore.

(ph Dino Stornello)

(ph Dino Stornello)

Alla fine il matrimonio si farà. Ma dovranno passare anni. Renzo dovrà superare Milano, la peste e la rivolta del pane e la morte di Don Rodrigo e intanto cercherà Lucia (Maria Cristina Litrico) in ogni dove. Lucia, dal suo canto, dovrà avere la forza – ove mai un giorno dovesse re-incontrare Renzo – di dirgli che in nome di quell’amore per lui e della possibilità di doverlo difendere, ha giurato al Signore castità.
Sarà Frà Cristoforo (Giuseppe Bisicchia) – guidato dalla mano della Divina Provvidenza, che accompagna verso il bene tutti i fatti del racconto, nel romanzo del Manzoni e nello spettacolo diretto da Alessandro Incognito – a liberare Lucia da quel voto.

È così che l’amore vincerà anche stavolta e farà esplodere la gioia del coro e quella del pubblico che più, e più volte, ha interrotto lo spettacolo con applausi a scena aperta. Ed è impossibile non citare, tra questi applausi, quello regalato alla mamma di Cecilia (Antonella Leotta) che ha incantato tutto il teatro con la sua voce.
E noi speriamo, ma in fondo lo sentiamo con certezza nel cuore e in ciò che abbiamo visto, che quella andata in scena domenica pomeriggio non può essere stata l’ultima replica, perché questa compagnia e questo spettacolo meritano di più. Meritano repliche su repliche e la possibilità di varcare i confini dello Stretto per un respiro nazionale che sarebbe congeniale oltre che meritato.
Monica Adorno

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