Stop al pane caldo la domenica? Non tutto è come sembra, ce ne parla Giovanni Mazza di Assipan

Il nuovo decreto 44/2017 della Regione Siciliana impone alcune regole tra cui la turnazione nei festivi e la formazione per chi apre l’attività. Giovanni Arangio Mazza (Assipan): “Saranno i sindaci a decidere e non ci sarà nessuna crisi del settore”. Intanto però Confcommercio Catania indice una riunione del settore per lunedì 27 novembre

02 A - 20150924_104729 OKCambiano le regole per i panificatori di Sicilia; si torna all’antica: la domenica i panifici potranno scegliere di restare chiusi. È stato un Decreto Regionale di fine ottobre, il numero 44 del 2017 a legiferare sul divieto di panificare domenica e festivi, dunque apparentemente chi vorrà del pane caldo la domenica non potrà più cercarlo nella bottega del quartiere, né nei centri commerciali.
La realtà è però ben diversa da come è stato percepito il nuovo provvedimento, perché concretamente partirà una turnazione, mentre inizialmente si era temuto che per avere un panino la domenica si sarebbe dovuto andare a cercarlo solo all’interno dei grandi centri commerciali. Il decreto, infatti, rimbalza la responsabilità ai primi cittadini e al punto quattro specifica che “Il sindaco, sentite le organizzazioni di categoria provinciali, firmatarie di contratti collettivi nazionali di lavoro, e le associazioni dei consumatori, garantisce la turnazione delle aperture delle attività di panificazione nelle domeniche e nei giorni festivi, anche in base alle esigenze e alle peculiari caratteristiche del territorio”.
A fare chiarezza è Giovanni Arangio Mazza, segretario regionale Assipan del sistema Confcommercio, da noi intercettato nel corso di un’importante fiera del settore che si è svolta nel catanese.
panePartiamo da un dato: l’apertura domenicale di molte attività produttive non ha generato nessun incremento nel volume d’affari, né ha portato ad un aumento di posti di lavoro. Il settore commercio, e dunque anche quello dei panifici, era stato regolamentato nel 1998 attraverso il decreto Bersani, che riformò il mercato e fu poi definitivamente modificato nel 2012 con la riforma Salva Italia di Monti, che liberalizzò totalmente gli orari di apertura, concedendo l’open 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno. La premessa è d’obbligo per spiegare che il decreto regionale del quale parliamo, scaturisce dalla necessità di fermare l’abusivismo in maniera definitiva e dare alle domeniche il senso di una volta, cioè quello di “tempo trascorso in famiglia”.
Il decreto è finalizzato, dunque, a disciplinare la vendita, gli orari e i requisiti professionali, inerenti l’attività di panificazione, prevedendo, dei limiti alla stessa attività per garantire il riposo e i diritti dei lavoratori, e di fatti individua un regime di turnazione e prevede anche dei requisiti professionali minimi, più rigorosi del passato, per l’accesso all’attività stessa. Alla base della quale vi è la formazione.

Giovanni Arangio Mazza di Assipan

Giovanni Arangio Mazza di Assipan

L’opinione dell’esperto

“Bisogna specificare che il decreto assessoriale parla di turnazione che sarà applicata sulla base delle esperienze già vissute con le attività delle farmacie o dei benzinai – spiega Giovanni Arangio Mazza di Assipan -. È importante chiarire che sull’argomento si è fatta molta confusione. Non è esatto dire che il decreto assessoriale obbligherà i panifici a chiudere la domenica, ma è più giusto affermare che partirà una turnazione, che non si applicherà né alle città altamente turistiche – ad esempio Taormina per intenderci, sottolinea il leader di Assipan – né ai grandi centri metropolitani, dove ci sono esigenze differenti. Sarà il sindaco di ogni città sentite le organizzazioni sindacali a decretare la turnazione o meno. Lo spauracchio che hanno denunciano alcune organizzazioni non è del tutto veritiero, non si verificherà ulteriore crisi per il settore, né è vero che tutto rimarrà invariato. Il consumatore troverà sempre pane caldo, ma il produttore che lo vorrà potrà avere un giorno chiusura”.
“La figura del panificatore negli anni si è molto evoluta, – spiega ancora il componente della Confcommercio – chi faceva il pane oggi è diventato anche un po’ pasticcere e offre anche della gastronomia. Con la turnazione il panificatore potrà continuare a vendere altri prodotti di gastronomia artigianale, ma scegliendo magari di non farlo la domenica. Tuttavia qualora dovesse optare per la turnazione, la domenica potrà vendere tutti gli altri prodotti ad eccezione del pane. Le stesse regole saranno applicati ai panifici dei centri commerciali, che qualora ricadano in territori dove il sindaco ha optato per la turnazione, nella giornata di domenica potranno continuare a vendere gastronomia o dolci, ma non il panino caldo. La liberalizzazione del settore non ha prodotto grandi risultati, ma solo distrutto le piccole e le medie imprese. In tal senso sono eloquenti i dati Istat degli ultimi anni, che hanno evidenziato come per una concorrenza sleale del mercato e la mancata regolamentazione delle aperture domenicali non sia stato prodotto né un incremento di reddito né aumento del prodotto ‘lavoro’. Non è utile per nessuno rimanere aperti la domenica senza regole, così come è dimostrabile che anche per la grande distribuzione non è stato generato grande volume di affari nelle giornate domenicali”.

Obbligo di formazione per i panificatori

Decreto panificazione Regione Siciliana

Decreto panificazione Regione Siciliana

La cosa più importante che il decreto ha introdotto è forse il discorso relativo ai requisiti professionali.
“Chi vorrà fare il panificatore, per il bene del consumatore, dovrà avere dei requisiti di base – continua il segretario di Assipan – Fino ad oggi chiunque poteva aprire un panifico, in tal modo ci stiamo allineando alle altre categorie professionali”.
L’esercizio, dell’attività di panificazione sarà consentito a chi ha frequentato con esito positivo un corso di formazione professionale, ha prestato la propria opera per almeno due anni nell’ultimo quinquennio presso imprese esercenti l’attività del settore della panificazione, in qualità di dipendente qualificato o apprendista addetto alla panificazione, o in qualità di socio lavoratore, o in qualità di collaboratore familiare, comprovata dall’iscrizione all’INPS. Anche il confezionamento del pane sarà regolato in maniera dettagliata e puntigliosa.
“Il pane che uscirà fuori dai panifici per essere diffuso nella grande distruzione – aggiunge Arangio Mazza – sarà confezionato con pellicola destinata ad alimenti e i controlli saranno molto rigidi”.
È una regola solo italiana quella di aprire la domenica, nella comunità europea solo in Grecia si registra qualcosa di simile, mentre basta fare una vacanza ad esempio in Germania o Belgio per accorgersi che la domenica non vi sono panifici aperti, così come altre piccole attività restano chiuse. Per gli altri stati, dunque la domenica resta “sacra”, per l’Italia forse tornerà ad esserlo e si comincerà proprio dalla Sicilia con il nuovo provvedimento di turnazione per i panificatori, che sarà avviato a breve, probabilmente dopo la nomina della nuova giunta regionale.
Intanto lunedì 27 Novembre 2017, alle ore 15.00, presso la sede di Confcommercio in via Mandrà 13 a Catania, si terrà una riunione dei titolari delle aziende che svolgono attività di panificazione in città.
Antonietta Licciardello

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