Il Centro Studi OmniArtEventi ricorda Giovanni Pacini nel 150° della morte

Cerimonio per Giovanni Pacini a Catania, da sinistra Ioanna Leone, Salvo Luzzio, Agata Motta e Giacomo Pistone

Cerimonio per Giovanni Pacini a Catania, da sinistra Ioanna Leone, Salvo Luzzio, Agata Motta e Giacomo Pistone

Catania – Nella ricorrenza del 150° anniversario dalla morte del celeberrimo musicista e compositore catanese Giovanni Pacini, grazie alla determinazione della referente del progetto la prof.ssa Agata Teresa Motta, il presidente del Centro Studi OmniArtEventi, prof. Salvatore Luzzio e tutti i suoi artisti, e in collaborazione con il Presidente della prima municipalità e con tutti i suoi collaboratori, in particolare il Consigliere Enrico Smeraldo, hanno deciso di celebrare il 150° anniversario dalla morte di Giovanni Pacini, nato il 11 febbraio 1796 a Catania e morto il 6 dicembre 1867 a Pescia (Pistoia).
Il mattino del giorno 6 dicembre 2017, è stata affissa una targa commemorativa davanti al cancello della omonima villa, appunto intitolata “Villa Pacini”, meglio conosciuta dai catanesi “Villa dei Varagghi” con inciso il nome del musicista che renderà così riconoscibile il parco catanese anche ai turisti e visitatori. Erano presenti anche il Vice Capo di Gabinetto vicario Dott. Gianluca Emmi, il consulente del Sindaco, Francesco Marano, l’attore regista Orazio Aricò.
Piacevole è stato ascoltare e vedere suonare “La vita è bella” dalla violinista Iolanda D’Emanuele e dal chitarrista e poeta Giacomo Pistone, prima dell’apertura della targa che è stata svelata dall’assessore Ambiente-Mobilità-Legalità Avv. Rosario D’Agata. La targa, offerta dal Lions Club Catania Faro Biscari e trattenuta da una base in ferro offerta dalla prima municipalità. In quest’occasione la prof.ssa Motta ci ricorda che Pacini, nato e cresciuto nel Centro storico di Catania ha indubbiamente recepito positivamente l’accoglienza degli abitanti di questi quartieri così sensibili, premurosi e generosi nei confronti di chi ha bisogno. Per questi motivi dobbiamo valorizzare questo catanese che, proprio a dicembre di quest’anno e per tutto il mese, viene ricordato là dove è morto: Pescia.

Altro importante momento è stato la collocazione della corona d’alloro ai piedi del monumento al musicista G. Pacini all’interno della Villa, offerta dal Comune di Catania.
La conferenza, che si è tenuta alle ore 17:00 al Palazzo della Cultura “Auditorium Concetto Marchesi” offerto gentilmente dall’Assessore alla Cultura Dr. Orazio Licandro, che è stata professionalmente presentata da due moderatrici: la Dr.ssa Ioanna Leone e la poetessa Giusy Di Mauro.
Apre l’incontro il prof. Dario Stazzone, seguito poi da una breve proiezione sulla vita del musicista curata dalla cultrice storica prof.ssa Agata Motta. Inoltre con egregia maestria sono stati eseguiti intermezzi musicali diretti dal Maestro Salvo D’Amico con i suoi allievi “quintetto di sassofoni”, ha reso un’atmosfera ancora più consona al progetto. Lo stesso Attore regista Orazio Aricò ci ha allietato con brani di “Canti e cunti di Catania di ‘na vota”.
Termina la conferenza con le splendide voci di Ioanna Leone, Giusy Di Mauro e Agata Motta che hanno recitato righe di Pacini tratte dalla famosa opera del musicista che abbiamo appena commemorato: Saffo. Si conclude ringraziando i musicisti con biglietti per visitare il Castello Ursino, omaggiati dal Comune di Catania e offrendo vino e miele delle Cantine di artigiani locali che generosamente hanno voluto essere presenti in questa manifestazione.
Molto risentita la prof.ssa Agata Motta, perché per ben tre mesi – ci ha raccontato – ha dovuto correre nei meandri della burocrazia degli uffici per ottenere le autorizzazioni della cerimonia di oggi, che alla fine, sorridendo confessa, ha accumulato una carpetta di kg 1.400 di documenti cartaceo per una piccola targa di pochi grammi di metallo “meno male – dice la Prof.ssa Motta – che sono in pensione e ho potuto spendere il mio tempo per valorizzare un personaggio storico catanese degno di essere ricordato quale uomo simbolo della città di Catania”.
Carmelo Santangelo

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