Un meraviglioso Giancarlo Giannini dà vita all’imperatore Adriano

Nella splendida cornice di Palazzo Biscari ha preso vita una magnifica “prima” grazie alla regia di Marco Savatteri e la direzione di Alfredo Lo Faro e la voce di Alessandra

Giancarlo Giannini Hadrianus Imperator HadrianusCatania – Dall’alloggiamento dell’orchestra lunghi veli bianchi vestivano, il già ricco, salone delle feste di Palazzo Biscari, per terra cubi morbidi ed efficaci disposti in semi ovale e divisi in quattro quarti erano pronti ad ospitare gli eleganti ospiti raccolti in piccoli gruppi sussurranti nel cortile. Stavano aspettando di entrare e varcando il grande portone avrebbero ammirato due tavolate una con le bottiglie del vino coltivato e prodotto dalla cooperativa sociale Bios e poco più avanti un’altra con formaggi e affettati di qualità che avrebbero allietato i sorsi pieni e decisi di quel nettare rosso.
Intanto nel Salone delle feste le luci erano pronte a ospitare un immenso Giancarlo Giannini che ha dato voce – e che voce! – ad “Hadrianus Imperator” una lettura teatralizzata delle “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar durata poco più di quaranta minuti.

Il balletto e i costumi Hadrianus 5Giannini però non era solo. Chi ha avuto la fortuna di assistere allo spettacolo ha potuto ammirare la bravura dei ballerini e ascoltare il soave accompagnamento musicale curato da Gabriele Albanese, Alessandro Calcaramo e Alessandra Salerno. Ottima anche l’interpretazione dei ragazzi della Casa del Musical. Le coreografie sono state di Gabriel Glorioso. Le scene sono state curate da Giovanni Romano e Valentina Pollicino che si è occupata anche dei superbi costumi. Audio e luci affidati a Pro Studio Vassallo. Aiuto regia Dino Mallia. Una menzione speciale spetta senza dubbio ad Alessandra Salerno, una palermitana dai capelli rossi e una voce meravigliosa che accoppia, in modo strepitoso, allo speciale strumento che accompagna i suoi gorgheggi. Stiamo parlando dell’autoharp uno strumento a corde pizzicate che ricorda vagamente le linee della lira e che rende, in modo prodigioso, i canti di dolore quasi ispirati alle tragedie greche con cui la Salerno ha incantato il pubblico di Palazzo Biscari.
Un pomeriggio indimenticabile che ha impreziosito le festività natalizie catanesi con una “prima” eccellente nella quale Giancarlo Giannini, con la regia di Marco Savatteri e la direzione artistica di Alfredo Lo Faro, ha dato la voce all’imperatore Adriano che anziano e malato scrive al giovane amico Marco Aurelio, allora diciassettenne, che poco dopo diverrà suo nipote adottivo. L’imperatore si trova così a riflettere sui trionfi militari conseguiti, sul proprio amore nei confronti della poesia, della musica e della filosofia.

 Alessandra Salerno

Alessandra Salerno

Quasi inutile sottolineare che tutti, io per prima, siamo stati travolti dalla teatralità che Giannini ha saputo trasferire in quel salone ridando vita, corpo e pensieri all’imperatore Adriano che a 62 anni, conscio della malattia che lo stava consumando, decise di scrivere al suo successore. A Marco Aurelio, futuro imperatore, scriverà che non è facile rimanere imperatori quando si ha un medico col fiato sul collo e al contempo il profondo desiderio di voler raccontare la vita intera.
Adriano affida, così, alla memoria il disperato tentativo di ritrovare la propria vita: non le glorie, i titoli o le imprese, ma il ricordo di quei piccoli istanti che lo hanno fatto sentire vibrante. Vivo. E Giannini riesce nell’impresa di consegnare alla memoria, così come ha fatto la Yourcenar, un imperatore Adriano profondo, sensibile, lucido e intelligente. Davvero un Imperator di nome e di fatto.
Monica Adorno

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