Coronavirus e riflessioni | Per chi suona la campana

Ingrid Bergman e Gary Cooper, regia Sam Wood nel film Per chi suona la campana

Ingrid Bergman e Gary Cooper protagonisti del film “Per chi suona la campana” ispirato al romanzo di Ernest Hemingway

John Donne fu un poeta inglese vissuto a cavallo fra il 1.500 ed il 1.600 e a lui si deve la poesia “No man is an island “in chiusura della quale invita a non chiederci per chi suona la campana (a morto), perché suona per tutti noi.
Nel 1940 Ernest Hemingway, non può non aver tratto ispirazione da quella poesia nello scrivere il suo capolavoro “Per chi suona la campana”.
Orbene, il giorno di Pasqua, 50esimo dall’inizio della pandemia, vista realizzata la mia previsione di superamento, proprio in quel giorno, delle 20.000 vittime, mi sono tornati in mente quei versi tristissimi.
La campana ha suonato, e continuerà a suonare per tutti noi, perché, ancora una volta, si dovranno conciliare la salvaguardia della vita dei cittadini e le necessità economiche del Paese.
L’ho scritto alcuni giorni fa; dovremo scegliere fra il morire di fame o di Coronavirus.
Sto estremizzando, ma forse non più di tanto.
Il nostro governo ha affrontato l’impatto con la pandemia con colpevole ritardo e, nel mentre negava l’evidenza della gravità anche per bocca di scienziati complici, però attrezzava di tutto punto i palazzi del potere, primo fra tutti Palazzo Chigi, lasciando che per tutti gli altri, ospedali compresi, dovesse la Consip provvedere per via burocratica con interminabili gare d’appalto, senza tener conto che “la casa già bruciava”
Molte forniture non sono ancora arrivate e chissà quando saranno disponibili.
Chi invoca la gestione unica nazionale della sanità, dovrebbe fermarsi a riflettere che, senza le regioni che si sono approvvigionate direttamente, i numeri delle vittime sarebbero stati ben altri.
Continuo a chiamare “vittime” i morti, perché dove c’è una vittima c’è un colpevole, e dovrà essere individuato e punito, a meno che il Parlamento, nella logica di cane non mangia cane, non converta supinamente il Decreto Legge “salva Italia”, nelle cui pieghe è stato occultato un provvedimento di impunità per quanti si sono occupati di Coronavirus.
In quel caso, ahimè facilmente prevedibile, le campane suoneranno due volte a morto: una per le vittime, e la seconda per la nostra nazione.
Alfio Franco Vinci

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