Una scienziata siciliana progetta il più potente computer quantistico

Si chiama Anna Grassellino, è nata a Marsala, ha 39 anni e tre figli. Il governo americano le ha affidato un progetto da 115 mln di euro che gestirà dal Fermilab di Chicago

Anna Grassellino

Anna Grassellino

A guardarla in viso non sembra avere nulla di duro eppure Anna Grassellino, appena nominata per costruire il più potente computer quantico del mondo, qualcosa di duro ce l’ha di certo. Intanto il far parte della categoria degli scienziati duri, quelli che si occupano di ingegneria, matematica e fisica; e poi per essere riuscita, a soli 39 anni, a ottenere un finanziamento di 115 milioni di euro per realizzare questo computer, un intero dipartimento in realtà, che fa gola a tanti e che potrebbe influire anche sul sistema geopolitico. La stessa Anna Grassellino in un’intervista ha spiegato quanto sia delicato costruire calcolatori che funzionano con i principi della meccanica quantistica o comunicazioni criptate impossibili da spiare sono un’ambizione a cui lavorano anche gli europei e, ovviamente, i cinesi.
Il Department of Energy americano le ha appena messo in mano 115 milioni di dollari per realizzare il nuovo centro di calcolo quantistico che si chiama Superconducting Quantum Materials and Systems Center, il cui acronimo diventa “Sqms”, coordinando oltre 200 scienziati molti dei quali provengono proprio dall’Italia.

FermilabEd è questo l’orgoglio più grande, sapere che Anna Grassellino è italiana, siciliana ed è nata a Marsala nel 1981. Dalla laurea a Pisa nel 2005 la sua vita, il suo impegno e la sua carriera sono state una continua ascesa: dall’ingresso al Fermilab di Chicago come stagista, alla laurea in Pennysilvania, al premio tra i migliori ricercatori all’Internazional Particle Accelerator Conference nel 2009. Poi un successo dietro l’altro senza dimenticare la famiglia, Anna è sposata con tre figli e se a lei la fermezza non manca sembra che sia dote di famiglia anche per il marito dal quale conferma di essere sostenuta in ogni scelta e momento.
In America sono cinque i centri come il Fermilab di Chicago, ma questo è l’unico diretto da una donna. Anche se la questione di genere non sembra essere stato un problema: «In Italia ci lamentiamo della scarsa presenza delle donne nelle scienze dure. Ma in America ci considerano come un modello, racconta Grassellino. Abbiamo molte più studentesse nelle facoltà scientifiche rispetto agli Stati Uniti. I problemi da noi arrivano dopo la laurea, quando si tratta di progredire nella carriera».

Eppure le donne non mancano neanche in Europa, il Cern ad esempio è diretto da Fabiola Giannotti e in Italia, ma con regole di laboratorio ispirate a metodi stranieri, c’è Marica Branchesi che lavora al Gssi dell’Aquila.
Il progetto su cui Anna Grassellino sta lavorando e che porterà a compimento entro cinque anni potrà avere effetti incredibili anche per la scoperta di nuovi farmaci. Tutto questo potrà realizzarsi grazie alla capacità che avrà e avranno di intervenire sui Qubit, una vera e propria unità di misura di informazione quantistica, la parte più piccola in cui una qualsiasi informazione codificata può essere scomposta. Un mondo tanto affascinante quanto distante per la maggior parte di noi.
Monica Adorno

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