FOTOGRAFIA | Dal laboratorio di storytelling al lockdown, nasce così la mostra “Appunti di quarantena” del SEL

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Sergio Perez con il suo storytelling

Catania – Com’è stato vivere il lockdown? Cosa ha scandito le nostre giornate e cosa abbiamo messo nei minuti che riempivano ogni ora? Ricordiamo tutto di quei momenti o abbiamo voluto dimenticare la costrizione di una prigionia inaspettata e decisamente inusuale?
Un gruppo di fotografi per passione sono stati sorpresi dal Covid-19 durante un laboratorio di Storytelling organizzato dalla SEF (Scuola Elementare di Fotografia) e hanno deciso di non fermarsi. Un po’ per combattere la monotonia di trovarsi (sempre) tra quattro mura, un po’ perché la voglia di scoprire cose e sfide nuove è la scintilla che non ci fa fermare.
Sette partecipanti per altrettante storie che hanno dato risultati così interessanti da meritare lo sguardo del pubblico. Daniele Vita, Luca Guarneri, Debora Leone, Antonella Tomasi, Beatrice Brunetto, Davide Cannavò e Sergio Perez sono stati i protagonisti della mostra di fotografia “Appunti di una quarantena” che al vernissage di luglio ha registrato oltre 300 presenze. Domenica 27 settembre il finissage al Sal di Catania, anche se gli organizzatori promettono di riaprire le porte su questi scatti.

 

I due collage di Guarneri

I due collage di Guarneri

Presenze meritate, anzi meritatissime, per la bellezza delle fotografie e per le storie – ognuna assolutamente unica – che proponevano. Dai polsini di camice e giacche (di Antonella Tomasi) che spingevano le ante dell’armadio chiedendo disperatamente “un’ora d’aria”, ai due bellissimi collage di Luca Guarneri che per 51 lunghissimi giorni hanno immortalato lo stesso punto allo stesso orario ma in due fasce orarie opposte. Notte e giorno tenuti in ostaggio da una macchina fotografica impiegata a tempo pieno a registrare luci e ombre, stelle e nuvole che si muovono seguendo i regolari movimenti delle stagioni.
Poi c’è lui, un burattino di legno che inizia la sua storia guardando un film che è solo all’inizio. Il film si intitola Perez e replica quello dell’autore dello storytelling. Da quella in poi 11 immagini ritraggono il burattino mentre aspetta i discorsi di Conte, mentre trascina la spazzatura, cerca di cucire una mascherina o sogna i viaggi già fatti chiedendosi se riuscirà a farne ancora uno. Il lieto fine non manca: nella dodicesima foto, quasi fosse la dodicesima notte di Shakespeare, due burattini – congiunti ovviamente! – si incontrano e si abbracciano in una nuova, e speriamo, duratura libertà.
Monica Adorno

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