Sant’Agata 2021 | L’Omelia di Mons. Gristina e le immagini dalla Cattedrale

SANT'AGATA 1Catania – È appena finito il Pontificale in onore di Sant’Agata in questa strana edizione in cui la Santa Patrona di Catania non incontra fedeli e devoti. Eppure l’affetto e la partecipazione, fin qui più che composta, che si sta dimostrando è davvero emozionante.
Riportiamo il testo integrale dell’Omelia celebrata da S.E. l’Arcivescovo Mons. Salvatore Gristina. L’elaborazione delle foto è stata fatta da Angela Platania.

Carissimi fratelli Vescovi, Presbiteri e Diaconi, Sorelle e Fratelli nel Signore,
Signor Sindaco,
1. Abbiamo ripetuto come ritornello al Salmo Responsoriale l’espressione “Alle tue mani, Signore, affido la mia vita”.
Queste parole le troviamo nel Salmo 30, la preghiera con cui l’orante si affida alle mani del Signore al Quale con piena fiducia consegna sempre la sua vita, ed in particolare l’ultimo respiro. Al riguardo, subito pensiamo a Gesù e al primo martire Stefano, i quali poco prima di morire pronunziano il versetto 6 del Salmo: “Alle tue mani affido il mio spirito”. “Questa invocazione, oltre che motto finale di Gesù e di Stefano, lo è stato, secondo la tradizione, anche per tanti altri personaggi celebri della cristianità …” (Ravasi, I salmi, Introduzione e commento, Ed. San Paolo 2006, pag. 152).
A noi devoti di Sant’Agata fa piacere ricordare che lo stesso atteggiamento fu assunto dalla nostra Santa Patrona nella preghiera che rivolse al Signore poco prima di spirare: “Sant’Agata entrata poi nuovamente nel carcere, allargò le sue braccia al Signore e disse: Signore che mi hai creato e custodito fin dalla mia infanzia e che nella giovinezza mi hai fatto agire coraggiosamente … Ti prego di accogliere ora il mio spirito, perché è già tempo che io lasci questo mondo …” (Atti Latini di Sant’Agata, in Sant’Agata vergine e martire catanese, Ed. Capitolo della Cattedrale, Catania 1973).

2. La devozione a Sant’Agata, è bene sottolinearlo sempre, deve significare il nostro costante impegno a farci suoi imitatori.
Un tal impegno, in questo tempo di pandemia, si concretizza nella fiducia filiale ed amorosa verso il Padre, che condividiamo come discepoli di Gesù e che, con la forza dello Spirito Santo, vogliamo sempre più diffondere attorno a noi, nell’ambiente dove viviamo ed operiamo.
L’esempio dei Santi, e per noi devoti agatini particolarmente quello di Sant’Agata, ci è offerto dalla liturgia, affinché ispiri il nostro comportamento e ci sostenga nelle prove della vita.

3. La Parola che abbiamo ascoltato (2Mac 7,1-2.9-14; 2Cor 6,4-10; Mt 10,28-33) ci permette di respirare a pieni polmoni quest’aria di totale fiducia nel Signore.
La prima lettura, tratta dal secondo Libro dei Maccabei ci riferisce il caso dei sette fratelli martiri per la fedeltà alla legge del Signore. Questa narrazione segue immediatamente le pagine dedicate al martirio dell’anziano Eleazaro, vero maestro di vita soprattutto nei riguardi dei giovani. Egli prese sul serio il pericolo che una eventuale finzione da parte sua di mangiare carni immolate agli idoli, costituisse un cattivo esempio per i giovani esponendoli alla perdizione (2Mac 6, 18-31). E così egli preferì la morte e lasciò un esempio offerto alle giovani generazioni.
Nel caso dei sette fratelli risplende la fortezza della madre che “temperando la tenerezza femminile con il coraggio virile” esortava i figli a perseverare coraggiosamente nella fedeltà alla legge di Dio.
Con questi accenni, carissimi genitori ed educatori, vorrei che diventassimo sempre più consapevoli della nostra responsabilità verso le ragazze e i ragazzi a noi affidati o che in ogni caso sono a contatto con noi adulti.
L’emergenza educativa, di cui tanto si parla, è dovuta anzitutto all’essere o no, noi adulti, credibili punti di riferimento per i giovani. Eleazaro e la mamma dei Maccabei, per la fiducia che ebbero in Dio, svolsero egregiamente il loro compito educativo facendo crescere i ragazzi nella fiducia verso la vita e nei riguardi del Signore.

4. Le parole di Gesù si muovono nella stessa direzione: agli occhi di Dio la nostra vita è preziosa; noi valiamo più di molti passeri e perfino i capelli del nostro capo sono tutti contati. Non dobbiamo aver paura, nemmeno in questo tempo di pandemia: Dio è sempre Padre che si prende cura di noi tutti suoi figli che ci affidiamo con fiducia a Lui. Nelle difficoltà e persino nelle persecuzioni non stacchiamoci da Cristo. Al riguardo, Agata è per noi esempio luminoso ed incoraggiante; un esempio da poter imitare e che di fatto ispira il comportamento dei giovani martiri di sempre.

5. Solo la fiducia incrollabile in Gesù Risorto poteva ispirare le straordinarie affermazioni di Paolo ascoltate nella seconda lettura di questa Messa. La sua affermazione iniziale, “in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio con molta fermezza”, acquista un valore particolare per noi, fratelli Vescovi, presbiteri e diaconi, chiamati a diventare sempre più modello per il gregge a noi affidato. Partecipando a questa concelebrazione in rappresentanza di tutti i ministri ordinati delle nostre Chiese, vogliamo chiedere a questa giovane martire Agata di ottenerci una continua ed efficace presenza dello Spirito di fortezza ricevuto nell’ordinazione. Ne abbiamo tanto bisogno nel nostro servizio di consolazione e di incoraggiamento particolarmente nelle circostanze in cui ci troviamo.

6. Le semplici considerazioni che condivido con voi possono rendere ancora più evidente l’affermazione tante volte ascoltata: affidarci al Signore è fonte di pace e speranza di salvezza eterna. Questo affidamento è pure fonte di benefico servizio verso gli altri.
E’ vero: i santi, e particolarmente i martiri, sono la prova più convincente che la religione e la fiducia nel Signore non ci alienano da noi stessi e non indeboliscono il nostro impegno nella comunità. Infatti, coloro che fiduciosamente si affidano al Signore, da Lui sono restituiti pienamente a se stessi e sono resi consapevoli che altrettanto pienamente devono prendersi cura del prossimo, cioè di tutte le persone.
E di questo abbiamo uno splendido esempio nella nostra concittadina Sant’Agata. Infatti, lei, affidandosi totalmente al Signore, divenne e resta sempre “liberazione della Patria”, come si legge nella tavoletta di marmo posta da un misterioso giovane accanto al suo capo.
Agata si è affidata al Signore: il Signore l’ha accolta e le affida la nostra Città, la Chiesa di Catania, le famiglie e tutte le persone a lei devote e che con fiducia la invocano.
Anche noi, sorelle e fratelli che onoriamo Agata, siamo chiamati a vivere con questo stile: crescere nel nostro affidamento al Signore per ricevere da Lui l’incarico di stare vicini a tutte le persone e particolarmente a quelle che portano il peso di difficoltà nella salute, nella mancanza di lavoro, nelle relazioni con gli altri.
Agata giovane ci invita a stare particolarmente vicini ai suoi coetanei di oggi che sperimentano speciali difficoltà nella loro crescita integrale, soprattutto in questo tempo di pandemia.
Come frutto di questa celebrazione, il Signore ci conceda questi doni per intercessione di Sant’Agata, vergine e martire.
Così sia per tutti noi.

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