268 figlicidi in Italia dal 2010 a oggi. La Commissione bicamerale sull’infanzia avvia un’indagine conoscitiva

Medea infanticida. Pittore d’Issione, anfora campana a collo distinto, da Cuma, ca 330 a.C. – Paris, Musée du Louvre

Medea infanticida. Pittore d’Issione, anfora campana a collo distinto, da Cuma, ca 330 a.C. – Paris, Musée du Louvre

Tanti i casi di cronaca che ci confermano, insieme a statistiche Eures, che dal 2010 ad oggi in Italia, sono stati commessi 268 “figlicidi”. La situazione preoccupa tutti anche e soprattutto la senatrice di FdI, Tiziana Drago, che è componente della Commissione bicamerale infanzia e adolescenza insieme alla capogruppo on. Maria Teresa Bellucci (FdI) e al senatore Lucio Malan (FdI).
«Bisogna iniziare a ricostruire una rete – dichiara la Drago – inserendo e coinvolgendo gli attori di vari ambiti di intervento: sociologico, scolastico e sanitario in primis. Occorre fare prevenzione e diagnosi precoce anche con una riforma dei servizi sociali che possa diventare anello di congiunzione e di supporto tra famiglia, scuola ed altre agenzie educative. Importante sarebbe dar luogo a corsi alla genitorialità, ad esempio con percorsi appositi nelle scuole. Il nostro welfare non è a misura di famiglia. Le giovani coppie spesso son costrette a ricorrere ai nonni per la cura e la crescita dei figli, dovendo conciliare esigenze lavorative e familiari. Ciò comporta, anche senza volerlo, un’ingerenza della famiglia d’origine nelle dinamiche del nuovo nucleo e spesso anche della coppia. Occorre ristabilire i ruoli familiari, ben saldi, di riferimento, evitando che i giovani genitori si trovino affogati tra la consapevolezza di essere mamma e papà e l’esigenza di rimanere ancora attaccati all’originario cordone ombelicale. Necessita, quindi, operare con un focus specifico sulla coppia attraverso una rete ben salda, perché la rete, se ben strutturata, protegge. La chiusura e il confronto con altre realtà familiari spesso genera smarrimento, senso di solitudine fino all’ingigantimento di alcune problematiche che possono generare delle vere e proprie patologie psichiatriche. Condividere le proprie difficoltà con altre coppie, aiuterebbe ciascuno a comprendere che che si tratta di “un” problema e non de “il” problema, arginandone così la portata. Siamo fatti per entrare in relazione».
Alla luce di queste considerazioni e del senso di preoccupazione e angoscia che pervade ogni membro della nostra comunità, i tre componenti della Commissione bicamerale infanzia e adolescenza proporranno l’avvio di un’indagine conoscitiva, al fine di dar seguito a proposte concrete che scaturiscano da analisi, ricerca, studi attenti, grazie a una serie di audizioni che potranno essere conseguentemente programmate.

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