Mario Draghi sfoggia il Golden Power e lo estende a nuove categorie

Mario Draghi presidente Bce

Mario Draghi presidente Bce

50 giorni fa disturbavo Francesco Petrarca e la sua “Canzone all’Italia” per suonare la sveglia sull’uso di uno strumento, il Golden Power, che stava arrugginendo nei cassetti del Governo.
Varato nel 2012 con la denominazione di Golden Share, cioè la possibilità per il Governo di sostituirsi ad un aspirante acquirente per un limitato numero di tipologie di aziende, viene poi potenziato ed ampliato nel 2019 ed esteso a molti settori imprenditoriali con la denominazione di Golden Power.
Di recente, a guerra in corso, tanto per intenderci, la commissione Finanze e quella Industria del Senato, hanno aggiunto il settore idroelettrico a tutti quelli già previsti, e cioè, trasporti, energia, comunicazioni, armamenti, media, infrastrutture aerospaziali, intelligenza artificiale, cyber sicurezza etc. Strumento, in realtà mai usato, per impedire che potessero finire in mani straniere, in caso di conflitto o contrasto con altri Stati di appartenenza degli acquisitori.
Improvvisamente, quando si dice il bisogno aguzza l’ingegno, o se preferite, che sotto stress diamo il meglio, nel giro di una settimana il nostro Presidente del Consiglio impugna il Golden Power nella sua ultima stesura, e blocca:
– Il 22 giugno il passaggio della italiana FABER, operante nel settore delle bombole speciali per idrogeno e dispositivi per lo stoccaggio di gas ad alta pressione alla Russa ROSATOM;
E 6 giorni prima il passaggio della Italiana ROBOX, operante nel settore della robotica avanzata, alla Cinese EFORT, con tutto il know how relativo.
E questo ci riporta alla Canzone all’Italia “Se da le proprie mani questo n’anvene, ora chi fia che ne scampi?” che, a sua volta, ci induce ad alcune, gravissime, considerazioni: 3.000 giacimenti di gas, 1.800 pozzi di cui solo 700 utilizzati; No alle centrali a carbone; No alle centrali atomiche; Mille ostacoli alle pale eoliche; No ai rigassificatori; No alla produzione di energia dalle correnti marine.
Ma come pensiamo di metterci in salvo se il nostro Parlamento cincischia su questioni di principio che interessano solo 4 gatti (perché non sono più 5, nda)”.
Se da le proprie mani questo n’anvene, chi fia che ne scampi?”
Forse è arrivato il momento di andare a vedere se l’avvocato del popolo ha ricevuto la procura a margine.
Alfio Franco Vinci

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