
“Le minacce di nuovi pesantissimi dazi da parte dell’amministrazione statunitense rischiano di colpire duramente anche le imprese catanesi, mettendo a repentaglio uno dei rapporti commerciali più strategici per l’economia del nostro territorio”. Queste le parole della presidente di Confindustria Catania, Maria Cristina Busi Ferruzzi espresse in una nota sui dazi USA. “Gli Stati Uniti – continua – rappresentano per la Sicilia un mercato di assoluto rilievo, con esportazioni che nel 2024 hanno sfiorato il miliardo di euro. Di questo valore, la provincia di Catania contribuisce con circa 440 milioni di euro, pari a quasi il 60% del totale del Sud-Est dell’Isola al netto del petrolio. È un patrimonio produttivo costruito con fatica da centinaia di imprese, attive in settori ad alta intensità tecnologica come l’elettronica, la chimica, la farmaceutica e la meccanica, senza dimenticare l’agroalimentare, che da solo vale oltre 51 milioni di euro nel mercato americano. Un ritorno al protezionismo, attraverso l’imposizione di dazi, rischia di compromettere anni di investimenti e relazioni industriali, colpendo filiere vitali e mettendo in crisi occupazione e competitività. Bene ha fatto il presidente di Confindustria Orsini a richiamare alla calma, ma servono risposte rapide e unitarie. L’Italia e l’Unione Europea devono agire con fermezza per scongiurare un’escalation commerciale che avrebbe effetti a catena su tutti i settori produttivi”.
“Le nostre imprese non chiedono protezione, ma condizioni di equità e stabilità – conclude la Busi – nei mercati internazionali. È in gioco la competitività del sistema produttivo siciliano e la tenuta di un’economia sempre più orientata all’export. Non possiamo permetterci di perdere terreno in un mercato fondamentale come quello americano”.
