Celularigate: I Jammer e il divieto (farsa?) di Valditara a scuola

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, l’On. Prof. Giuseppe Valditara, insigne giurista, cerca in tutti i modi di riordinare la caotica gestione scolastica. Francamente, mi aspettavo rivolte violente da parte degli studenti, soprattutto contro il divieto di usare i telefoni cellulari nelle strutture scolastiche.

Invece, incredibilmente, tutto o quasi tace.

In un Paese dove proteste e NO tutto sono all’ordine del giorno – fra NO Ponte, Scioperi del venerdì e Referendum divisivi – questa apparente acquiescenza mi ha incuriosito non poco.

Convinto seguace di Padre Dante, e osservante del suo XXVI canto dell’Inferno (“fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”), ho indagato.

Il divieto “all’italiana”

Pare che la vendita di telefonini low cost abbia avuto un’impennata, tanto da compensare il calo vendite del modello “detenuti” (ancora attivo). Questo succede perché attuano il divieto sui cellulari “all’italiana”.

Chiedono infatti di depositare il telefono all’ingresso, senza accertarsi che non ve ne sia un secondo. È impossibile perquisire; i controlli bloccherebbero l’accesso agli allievi e si aggiungerebbe un ulteriore motivo di protesta: NO Smartphone.

La soluzione, indolore, esiste; si chiama JAMMER.

È un disturbatore di frequenze, il cui costo si aggira intorno a poche decine o centinaia di Euro, che blocca tutti i telefoni nel suo raggio d’azione.

Perché non installiamo i Jammer nelle scuole e nelle carceri?

Perché bloccherebbe anche i telefoni di Presidi, Professori, personale ATA, e, nel caso delle carceri, quelli degli agenti di custodia?

Mi chiedo: nelle strutture pubbliche, non ci sono i telefoni fissi per le esigenze di servizio? Nelle carceri, oltre ai telefoni fissi, ci sono ancora gli apparati radio con i quali comunicano militari e forze dell’ordine, o no?

Forse l’uso dei Jammer non sarebbe gradito. Potrebbe generare un nuovo sciopero del venerdì tra quanti usano il cellulare per distrarsi durante le ore di lavoro?

E allora mi chiedo, ancora una volta, perché non proviamo a essere uomini anziché caporali?

Alfio Franco Vinci

1 thoughts on “Celularigate: I Jammer e il divieto (farsa?) di Valditara a scuola

  1. Carmelo Mazzeo

    Caro Franco, se noi divulghiamo questa tua ” riflessione” sicuramente aumenteremo la vendita dei mini telefoni fra gli studenti.
    Si sa che fatta la legge si studia l’ inganno!
    Comunque, quella di adottare i disturbatori sarebbe più efficace.
    Ciao

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