A Catania, Amico Dolci racconta la vita e il progetto pedagogico non-violento del padre Danilo Dolci, il “Gandhi di Sicilia”. Evento Generattivi il 20 novembre

CATANIA. L’associazione Generattivi, cantieri di cultura e informazione, propone un evento incentrato sulla figura di Danilo Dolci, il celebre sociologo e fine intellettuale conosciuto come il “Gandhi di Sicilia”. Sarà il figlio, Amico Dolci, a raccontare la vita e l’eredità del padre. L’incontro si terrà giovedì 20 novembre, alle 16:30, presso il Centro Studi Laboratorio d’Arte di Alfredo Lo Piero, in via Caronda 316/318, a Catania.
L’eredità di Danilo Dolci
Nato nel 1924, Danilo Dolci scelse di trasferirsi in Sicilia, a Trappeto (Palermo), nel 1952. Qui, diede vita al suo progetto pedagogico e sociale rivolto alle fasce più deboli della popolazione. Dolci fondò un centro sociale focalizzato sulla formazione partecipativa e sui principi della non-violenza delle coscienze. I suoi successi lo resero una delle figure più importanti nell’Italia del secondo dopoguerra.
Le sue teorie pedagogiche e socio-politiche, contenute in una vasta produzione di saggi e opere di poesia, mantengono ancora oggi una grande attualità.
L’incontro a Catania
A introdurre l’incontro sarà Daniele Lo Porto, presidente dell’associazione Generattivi. Il giornalista Nello Pappalardo modererà l’evento, mentre Federica Miano curerà le letture di testi scelti.
Dopo la scomparsa del padre nel 1997, i figli portano avanti l’opera di Danilo Dolci. Amico Dolci, nato a Partinico, è un musicista e docente: ha insegnato Flauto Dolce e Musica d’Insieme per Strumenti Antichi al Conservatorio di Palermo, prima di passare alla cattedra di Materie Teoriche. Ha fondato diverse scuole di musica sia a Catania che a Palermo e svolge un’intensa attività concertistica e discografica a livello internazionale.
L’evento offre l’occasione di riscoprire il valore profondo del pensiero di Danilo Dolci, la cui opera continua a ispirare la Sicilia.
