Associazioni di categoria contro l’esclusione dal tavolo sullo sviluppo a Catania: “Senza le piccole imprese non esiste crescita reale”

CATANIA – Le associazioni etnee del commercio, dell’artigianato e dei servizi lanciano un duro atto d’accusa. I rappresentanti di Assoesercenti, Casartigiani, Cna, Confcommercio e altre sigle del territorio contestano l’esclusione dall’ultimo incontro istituzionale sul futuro economico di Catania. Un’esclusione che pesa L’incontro ha affrontato temi cruciali: infrastrutture, credito, lavoro e innovazione. Questi argomenti toccano direttamente la vita delle piccole e medie imprese. Eppure, la politica ha scelto di dialogare solo con pochi interlocutori selezionati. Le associazioni definiscono questa scelta un “solito vizio” che ignora la vera colonna portante dell’economia siciliana.
La voce dei “tanti” “La politica ascolta i pochi e dimentica i tanti”, spiegano le sigle in una nota congiunta. Secondo le associazioni, migliaia di aziende radicate sul territorio garantiscono oggi occupazione e coesione sociale. Escludere chi gestisce botteghe, laboratori e negozi significa avere una visione distorta della realtà.
Le richieste al mondo politico Le imprese non chiedono privilegi, ma ascolto e partecipazione. Servono soluzioni concrete contro la burocrazia, il caro energia e le difficoltà di accesso al credito. Le associazioni catanesi chiedono quindi un cambio di metodo immediato: lo sviluppo del territorio deve passare dall’inclusione di tutte le realtà produttive.
