Riflessioni | Il caso dei coniugi Morettì e la libertà a “prezzi di saldo”

Puntualmente, come ogni anno, a gennaio arriva la stagione dei saldi. Cappotti a metà prezzo, abiti interi a 100 euro, scarpe “prendi due e paghi uno”. Quest’anno, però, c’è la grande novità: 40 giovanissimi morti e 140 feriti (di cui qualche decina gravissimi) a 200.000 euro circa. Grosso modo: 500 euro a ferito e 3.000 euro a morto.

La Svizzera si conferma ancora una volta il caveau del mondo, accogliente e compiacente: i coniugi Moretti — pregiudicati in Francia, in Corsica e nella stessa Svizzera per reati infamanti e specifici — tornano liberi. L’Italia protesta, la Francia si indigna, ma la Procuratrice generale del Cantone “se ne fotte”: è lei stessa, non la difesa dei due delinquenti, a chiedere la libertà su cauzione che il Tribunale, ovviamente, concede a tamburo battente.

Licenze facili, concessioni di pubblici esercizi rilasciate a pregiudicati, niente controlli annuali, lavori di modifica strutturale non autorizzati, lavoratori in nero… e chi più ne ha più ne metta. Va bene che “pecunia non olet”, ma in Svizzera hanno esagerato: la puzza ha valicato i confini.

Nei primi nove giorni di “mano libera” è successo di tutto: trasferimenti di documenti, svuotamento di conti bancari (trovati solo 500 euro), cancellazione di video e audio. Nel frattempo, gli organi amministrativi e di controllo non sono stati nemmeno inquisiti, mentre arrivano proteste contro il nostro Ambasciatore.

Ma insomma, chi sono i nostri vicini di casa? Mostri di cui ignoravamo le vere sembianze?

Nel passato, molto lontano, ho avuto modo di conoscere Carla Del Ponte, poi divenuta Procuratore generale del Canton Ticino, che ha condiviso le attività di Falcone e Borsellino. Il ricordo è ancora vivo. Allora, sessanta e più anni fa, la Svizzera era la Svizzera. Oggi sembra una ‘ndrina.

Alfio Franco Vinci

Secondo le ultime notizie queste sono le cifre previste dalla Svizzera per il caso Constellation:

  • 10 mila franchi per ogni vittima
  • 130mila franchi per curare le spese sostenute dalle famiglie (l’importo varierebbe in base ai redditi delle famiglie)
  • 75mila franchi svizzeri per riparare ai danni morali
  • 38mila franchi per le sofferenze psicologiche
  • Una fondazione di nuova costituzione si starebbe impegnando per raccogliere 10milioni di franchi svizzeri

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