Musica, teatro e poesia si uniscono a Catania per sostenere Niscemi e i territori colpiti dal maltempo. Scopri il successo dell’iniziativa promossa da Padre Catalano e dal Gruppo Culturale “Padre Gaetano Zito”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il pensiero di Mariagrazia Miceli sullo spettacolo andato in scena al Cristo Re – CATANIA – “La cultura è solidarietà. Arte, musica e teatro diventano un tutt’uno per aiutare e sostenere chi è stato colpito dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi”. Con queste parole cariche di impegno, Padre Roberto Catalano, parroco della Chiesa Cristo Re, ha lanciato un’iniziativa che trasforma l’espressione artistica in un gesto concreto di vicinanza verso territori messi in ginocchio dalle recenti calamità.
Il cuore dell’evento si è tenuto venerdì 13 febbraio alle ore 20:30, con lo spettacolo “Un posto chiamato Poesia”. Protagonista è stata la voce e il pianoforte di Anita Vitale, accompagnata da un ensemble d’eccezione: il sax di Rita Collura, la voce narrante di Patrizia D’Antona e un quartetto d’archi – il Quartetto Rondò – composto da Marianna Musumeci, Francesca Gugliotta, Eleonora Urzì e Francesco Musumeci. Un dialogo tra jazz, musica sinfonica e teatro che attinge ai versi di giganti come Ferlinghetti, Sibilla Aleramo, Ridley Scott e San Francesco.
“Ho voluto scrivere questo spettacolo perché vorrei cantare la poesia ed entrare nel mondo incantato degli accordi per alleggerire il cuore e lodare il creato”, ha dichiarato l’artista Anita Vitale, sottolineando l’aspirazione a un mondo più umano.
L’idea della beneficenza è nata da un cambio di rotta dettato dall’attualità. Come spiegato da Padre Roberto, inizialmente il concerto era stato previsto semplicemente per concludere i festeggiamenti di Sant’Agata per i parrocchiani. Tuttavia, le notizie drammatiche giunte dai telegiornali hanno spinto la comunità a fare di più: “guardando i TG locali abbiamo pensato di trasformare una serata bella in una serata di beneficenza. Il ricavato andrà a sostenere le vittime del ciclone Harry e la tragedia di Niscemi”. Per il parroco, si tratta di “piccoli segni per dire che crediamo nella solidarietà”.
L’iniziativa è promossa dal “Gruppo Culturale Padre Gaetano Zito”, i cui membri vedono in questo evento un’occasione per fare comunità in modo attivo. Carmelo Rizzo, esponente del gruppo, ha espresso grande soddisfazione per la partecipazione dei cittadini.
“Consideriamo la gente che c’è in chiesa non come semplici spettatori, ma parte integrante del nostro gruppo. Un posto chiamato poesia è la nostra isola che non c’è per toccare il cielo restando ancorati a terra. Vogliamo fare rete e coinvolgerli anche in future iniziative culturali, benefiche o di contrasto alle mafie”. Secondo Rizzo, l’obiettivo è alto: “siamo convinti che con il bene e la bellezza salveremo questo mondo”.
Il pubblico ha tributato agli artisti lunghi applausi e una commossa standing ovation, confermando il desiderio della cittadinanza di rispondere all’appello di Padre Roberto per “dimostrare ancora una volta il grande cuore della nostra città”. Un segnale forte che dimostra come, attraverso il “bene e la bellezza”, sia possibile sostenere concretamente chi vive situazioni di disagio. La maratona di solidarietà non si è però fermata al venerdì. La raccolta fondi è proseguita anche nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 febbraio con offerte straordinarie. L’intero ricavato sarà devoluto alla Protezione Civile della Regione Siciliana.
