Messina: tre fedi unite per la dignità dei più bisognosi

Da sinistra Gullotta, Mons. Accolla, Imam Refaat, pastore Passari, Pietro Maugeri

MESSINA – La suggestiva Cripta del Duomo di Messina ha ospitato ieri pomeriggio un momento di rara intensità spirituale e civile. Tra le volte a crociera e le antiche colonne, cattolici, evangelici e musulmani si sono ritrovati “Uniti per i poveri”. L’evento, promosso da Banco Alimentare della Sicilia ODV insieme all’Arcidiocesi, alla Comunità Firedove e al Centro Islamico Culturale, ha trasformato il ringraziamento per la Colletta Alimentare in un impegno condiviso per il futuro. Gianluca Gullotta, referente provinciale della Colletta, ha moderato l’incontro guidando la riflessione sul tema dell’unione.

L’unione come ponte e giustizia L’unione nasce dal riconoscere nell’altro un fratello da custodire. Questa scelta trasforma il dialogo in un ponte e supera ogni conflitto. Durante l’evento, i rappresentanti delle tre comunità hanno deposto il pane nel cuore della Cripta: un gesto simbolico che richiama i valori di cura, sazietà e famiglia.

Le voci dei protagonisti “Dobbiamo innamorarci della mano che porta il pacco e non solo del pacco”, ha affermato il Pastore Giuseppe Passari. Secondo il Pastore, insieme agli alimenti entra nelle case la Carità, una vera e propria virtù. L’Imam Refaat Mohamed ha richiamato l’invito alla conoscenza reciproca tra i popoli, legando l’amore per le tradizioni alla responsabilità verso l’altro. S.E. Mons. Giovanni Accolla e il presidente del Banco Alimentare, Pietro Maugeri, hanno ribadito un concetto fondamentale: davanti al bisogno l’aiuto non divide, ma unisce. Solo nell’incontro con l’altro riconosciamo la pienezza della dignità di Dio.

I messaggi dei cittadini Al termine dell’incontro, i partecipanti hanno affidato i propri pensieri a una scatola aperta. “L’unione fa la forza”, “La carità è restituzione di giustizia”, “Aiutare il prossimo è un bisogno”: queste frasi testimoniano una coralità che supera le appartenenze. I messaggi raccontano come la vicinanza e la carità siano traguardi possibili solo se l’intera comunità si prende carico delle fragilità.

Nella Cripta normanna, per anni rimasta nell’ombra, è risuonato un messaggio chiaro: la Colletta Alimentare rappresenta uno stile di vita permanente. Quando le comunità camminano insieme, la carità genera speranza concreta per tutto il territorio.

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