Randagismo Catania: undici associazioni contro il Comune

Le associazioni animaliste di Catania e del territorio siciliano chiedono risposte chiare. Undici sigle diverse criticano la gestione della riunione dello scorso 9 marzo presso la sede di Confindustria. Al centro del dibattito c’è l’emergenza randagismo nella zona industriale, ma le istituzioni hanno dimenticato di invitare chi vive il territorio ogni giorno.

Un tavolo senza volontari

I rappresentanti di Comune, Asp e aziende si sono riuniti per discutere la sicurezza stradale e il rischio legato ai branchi di cani. Le associazioni, però, hanno appreso la notizia solo dai giornali. Attraverso i propri legali, gli avvocati Giuseppina Floriana Pisani, Gaetana Cipolla e Margherita Mannino, le undici sigle hanno inviato una richiesta formale di chiarimenti.

Il punto è semplice: senza il contributo di chi si occupa concretamente degli animali, ogni soluzione rischia di fallire. I volontari offrono un supporto essenziale per la mappatura dei branchi, le sterilizzazioni e il monitoraggio costante delle aree di stazionamento.

L’appello per una cabina di regia

Le associazioni attendono ancora notizie su un’altra questione delicata: la sorte dei cani “forastici” non morsicatori. Nonostante le rassicurazioni dell’Asp, il silenzio del Comune sulle richieste inviate lo scorso 27 febbraio preoccupa i firmatari. Il ritardo nelle risposte danneggia il benessere degli animali e complica la gestione della zona industriale.

Per questo motivo, la proposta è chiara: istituire una cabina di regia permanente. Questo organismo dovrebbe unire enti pubblici, servizi veterinari e volontari accreditati per costruire un percorso condiviso.

Chi sono i firmatari

Le sigle che chiedono un’audizione urgente con le istituzioni sono:

  • Teg4Friends Odv, L’Altra Zampa Odv, Le Aristogatte Ets/Odv;
  • LIDA Catania, ASA – Animalisti Siciliani e Ambiente, UPA;
  • L’animale libero Lal Odv, Ass. Amici degli Animali (Barcellona P.G. e Milazzo);
  • Pantelleriabau, Oipa Sezione Alcamo.

Il messaggio è univoco: la collaborazione tra cittadini e istituzioni è l’unica strada per risolvere davvero il fenomeno del randagismo a Catania.

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