Al Centro Congressi di Nicolosi il Kiwanis promuove la legalità contro il cyberbullismo. Esperti e studenti a confronto per vincere il disagio

NICOLOSI – Un tempo il bullismo si limitava alle mura della scuola o dell’oratorio. Oggi, con l’avvento dei social, il fenomeno invade il cyberspazio diventando spesso incontrollabile. Per questo motivo, il Kiwanis ha organizzato un incontro speciale al Centro Congressi di Nicolosi dedicato agli studenti dell’Istituto Dusmet.
Oltre il pregiudizio: la forza della condivisione
Gli studenti sono stati i veri protagonisti della giornata. Accompagnati dalla dirigente Maria Nicolosi, i ragazzi hanno partecipato attivamente con letture sui temi dell’integrazione, dell’accettazione della diversità e del superamento delle paure.
Un momento particolarmente significativo ha visto la partecipazione del coro “Pazzi per il canto”, formato da operatori e utenti della Comunità “Villa Letizia” di Zafferana. Sotto la guida delle vocal coach Carmen Bisicchia e Marisol Fichera, il gruppo ha dimostrato come la musica possa abbattere le barriere del disagio.
Capire il bullo per fermare il fenomeno
Maria Ausilia Parrinello, psichiatra e responsabile della struttura, ha spiegato come riconoscere i segnali del bullismo. “Dietro ogni bullo si nasconde spesso una storia di sofferenza e dolore”, ha sottolineato la dottoressa, offrendo strumenti pratici per affrontare queste situazioni. Grande apprezzamento ha riscosso anche l’esibizione solista di Ruben, giovane ospite della comunità impegnata nella promozione della salute mentale grazie al lavoro del dottor Fabio Alia.
I rischi del web e il ruolo delle istituzioni

Il commissario Antonio Pennisi, del Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Polizia di Stato, ha illustrato i pericoli legali del web e del cyberbullismo.
All’incontro hanno partecipato anche l’assessore alla Cultura Letizia Bonanno e i vertici del Kiwanis, Nunzio Spampinato e Angelo Corsaro. I rappresentanti del club service hanno espresso grande soddisfazione per la partecipazione attiva degli studenti e per l’alto valore dei contributi scientifici e giuridici emersi durante il dibattito.
